USA, l’ICE arresta un bambino di 5 anni
Sta suscitando indignazione negli USA l'arresto da parte degli agenti dell'ICE di un bambino di cinque anni, usato come esca per fermare il padre. Il piccolo Liam è stato fermato nel vialetto di casa mentre tornava da scuola a Columbia Heights. Secondo le autorità scolastiche del sobborgo di Minneapolis, il bimbo sarebbe stato usato come esca per bussare alla porta e far uscire di casa il padre, ricercato. Poi, con il padre, è stato trasferito in un centro di detenzione in Texas a 2'000 chilometri di distanza dal loro domicilio. Un atto difeso dal vicepresidente JD Vance: "Quel bimbo di cinque anni non è stato arrestato. Quando gli agenti sono andati ad arrestare il padre, un immigrato illegale, questo è scappato. Qundi la storia è che l'ICE ha messo in detenzione il bambino… Ma cosa avrebbero dovuto fare? Avrebbero dovuto lasciarlo morire di freddo? Avrebbero dovuto non arrestare un clandestino?". Liam non è il primo minorenne fermato dalla polizia anti-immigrazione usato come esca per arrestare famigliari ricercati. Un fatto che suscita rabbia a Minneapolis dove la ferita per l'uccisione di Renée Good, lo scorso 7 gennaio, è ancora aperta. Intanto l'amministrazione Trump difende compatta l'operazione e l'agente che ha aperto il fuoco contro la 37enne, mentre i cittadini non smettono di protestare, chiedendo giustizia e assunzione di responsabilità.
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