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Putin, “non vogliamo attaccare nessuno, non nel 2030 o nel 2050”

Keystone-SDA

La Russia "non ha intenzione di attaccare nessuno, né nel 2029, né nel 2030, né nel 2050". Lo ha affermato il presidente Vladimir Putin rispondendo a una domanda durante la conferenza annuale del Valdai Club.

(Keystone-ATS) Proprio oggi il segretario generale dell’Alleanza atlantica Mark Rutte ha affermato che “non vediamo un attacco militare imminente contro la NATO”.

Putin ha altresì denunciato come un segno di “escalation” da parte di alcuni paesi europei le loro ripetute affermazioni che si preparano a una guerra con la Russia entro la fine del decennio.

Lo “zar” ha al contempo ribadito che in caso di attacco diretto al territorio russo, Mosca risponderà “con tutti i mezzi a sua disposizione”, sottolineando che ciò non significa automaticamente l’utilizzo di armi nucleari.

La lettera inviata nei giorni scorsi alla NATO in merito alla risposta a una possibile minaccia all’exclave di Kaliningrad “non è una minaccia, ma una risposta a un tentativo di minacciare la Russia”, ha affermato Putin.

Martedì Mosca, tramite la sua ambasciata in Belgio, aveva avvertito la NATO che le azioni dell’Alleanza nella regione di Kaliningrad e l’escalation delle tensioni aumentano notevolmente il rischio di un conflitto armato diretto, e aveva dichiarato la disponibilità della Russia a utilizzare tutto il suo arsenale per difendere il proprio territorio. L’avvertimento ha fatto seguito a esercitazioni tenute il mese scorso dalla NATO vicino all’exclave russa.

Nel suo discorso alla conferenza annuale del Club Valdai, il presidente russo ha anche sottolineato che “non abbiamo cominciato noi la guerra, la guerra è stata cominciata contro di noi”. Putin ha ribadito la posizione di Mosca, secondo la quale, a partire dal 2014, con la rimozione in Ucraina del presidente filorusso Viktor Yanukovich, la Russia è stata “posta deliberatamente in una situazione in cui è stata costretta a difendersi con le armi e rispondere all’aggressione” da parte dei paesi occidentali. Mosca, ha affermato, non ha dimenticato che i suoi avversari volevano infliggerle “una sconfitta strategica” e smembrare la Russia.

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