La televisione svizzera per l’Italia

Portali di confronto: chi guadagna di più risparmia meglio

Keystone-SDA

Le persone con un reddito elevato e un alto livello di istruzione utilizzano i portali di comparazione con una frequenza nettamente superiore rispetto a chi ha un reddito più basso.

(Keystone-ATS) È quanto emerge da un sondaggio rappresentativo condotto dal servizio di confronti online Comparis.

Secondo la ricerca – per la quale l’istituto Innofact ha interpellato oltre 1000 persone nel mese di aprile – il 97% della popolazione adulta elvetica conosce almeno in modo approssimativo questo tipo di servizi e due terzi degli intervistati (68%) vi fa ricorso. In testa alla classifica dei portali più utilizzati si trovano Comparis (60%) e Booking (56%), davanti a Immoscout24 (42%), Homegate (36%) e Autoscout24 (36%).

L’uso di questi strumenti è però tutt’altro che omogeneo. Mentre tre quarti (76%) delle famiglie con un reddito mensile lordo superiore a 8000 franchi utilizzano attivamente i portali di confronto, tra le persone con entrate inferiori a 4000 franchi la percentuale scende al 51%. Una differenza analoga si osserva in base al titolo di studio: il 77% delle persone con un alto livello di istruzione usa tali strumenti, contro il 59% di chi ha un livello medio-basso. Il divario è ancora più marcato tra gli utenti regolari: il 27% dei più istruiti utilizza i portali frequentemente, contro appena il 18% di chi ha un’istruzione inferiore.

Il problema si presenta in particolare per le spese più importanti. Negli ultimi 12 mesi i servizi di confronto sono stati usati principalmente per le offerte di viaggio (52%), per le casse malati (37%) e per la ricerca di immobili (28%). Proprio in questi ambiti le famiglie a basso reddito non sfruttano un enorme potenziale di risparmio, mentre quelle più ricche ottimizzano sistematicamente le loro decisioni di acquisto.

“Così, proprio le economie domestiche che avrebbero più bisogno di un sostegno rischiano di rimanere indietro dal punto di vista finanziario”, afferma Michael Kuhn, esperto di Comparis, citato in un comunicato. La situazione è critica in particolare per quella fascia di reddito che non ha più diritto a riduzioni individuali dei premi delle casse malati e che dispone di pochi risparmi.

Una delle possibili ragioni di questo squilibrio è la fiducia. Le persone con reddito elevato si fidano dei risultati dei portali (valutazione media 3,48 su 5), mentre quelle con reddito più basso sono più scettiche (3,12 su 5). Solo il 40% delle famiglie con reddito sotto i 4000 franchi ritiene che i servizi di confronto contribuiscano molto alla trasparenza dei prezzi, contro il 61% delle famiglie con reddito sopra gli 8000 franchi.

“Il problema è che i portali di confronto, nelle loro pagine di panoramica, presuppongono sia competenze digitali che una comprensione dei numeri superiore alla media”, osserva Kuhn. Per ridurre le disuguaglianze lo specialista suggerisce di rendere i portali più semplici, trasparenti e dotati di spiegazioni chiare, in modo da abbassare le barriere per le persone a basso reddito e rafforzare la fiducia in questi strumenti digitali di risparmio.

Per aiutare proprio le famiglie con meno risorse a non rimanere indietro, Comparis – che festeggia quest’anno i 30 anni di attività – suggerisce alcuni accorgimenti fondamentali. Innanzitutto, non bisogna fidarsi ciecamente del prezzo più basso: per le casse malati, ad esempio, bisogna considerare la franchigia e il modello assicurativo (HMO, Telmed). Per gli abbonamenti di telefonia mobile contano le tasse di attivazione, la durata minima del contratto e il roaming; per le ipoteche, la flessibilità e i termini di disdetta. Impostare i filtri in modo consapevole è altrettanto cruciale: dati come regione, età e dimensione del nucleo familiare devono essere completi e corretti, altrimenti anche piccole informazioni errate possono portare a risultati completamente diversi.

Inoltre è bene mettere in discussione le classifiche: l’ordine non è sempre neutrale, perché alcuni portali danno la priorità alle offerte dei partner pubblicitari: “Consigliato” può quindi significare “meglio remunerato”, non necessariamente più adatto al proprio caso. Per questo conviene riordinare autonomamente in base al prezzo, alle prestazioni o alle valutazioni, e utilizzare due o tre diversi portali di confronto: nessuno copre l’intero mercato. Infine, leggere le recensioni con sano scetticismo: le valutazioni estreme (1 o 5 stelle) vanno relativizzate, mentre la media è più significativa delle singole opinioni emotive. Prestare attenzione a problemi ricorrenti, ad esempio nel servizio clienti, può fare la differenza tra un falso risparmio e una scelta davvero vantaggiosa.

Articoli più popolari

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR