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Politologo: “candidatura Aeschi tattica, serve a frenare Amaudruz”

Keystone-SDA

La corsa alla successione di Guy Parmelin in Consiglio federale si fa ancora più serrata per l'UDC: secondo il politologo Michael Hermann il capogruppo Thomas Aeschi potrebbe restare in gara soprattutto per ragioni tattiche, in funzione anti-Céline Amaudruz.

(Keystone-ATS) Mentre il romando Pierre Alain Schnegg si profila come un candidato capace di mettere d’accordo diverse correnti del partito. E accanto a lui, sulla lista finale, potrebbe esserci Marco Chiesa.

Aeschi, già sconfitto nettamente al momento dell’elezione di Parmelin, è una figura fortemente divisiva, ricorda l’esperto in un’intervista pubblicata nel pomeriggio dal portale Watson. “Sa bene di non poter ottenere la maggioranza nell’Assemblea federale. Pertanto, la sua scelta è sicuramente dettata anche da considerazioni tattiche. Probabilmente fa parte di un piano volto a impedire la candidatura di Céline Amaudruz”.

L’analista ipotizza che l’obiettivo sia proprio quello di ostacolare la politica ginevrina, prima candidata ad annunciare la propria disponibilità e sostenitrice del diritto dell’UDC romanda a essere rappresentata nell’esecutivo. “Se Aeschi rimanesse in lizza nonostante la lista ormai lunga di possibili candidati, potrebbe contribuire a creare di fatto una candidatura unica dell’UDC”, argomenta. “Infatti, chiunque venga inserito nella lista accanto ad Aeschi è già quasi eletto”.

A suo giudizio tra i nomi che guadagnano terreno figura Schnegg, membro del consiglio di Stato bernese e rappresentante della svizzera francofona. “Sarebbe il candidato logico per coloro che vogliono impedire Amaudruz, ma non vogliono inimicarsi la Svizzera romanda”. In vista delle elezioni del prossimo anno, aggiunge, l’UDC ha bisogno dei voti della Romandia. “Se Schnegg entra nella lista finale, le sue possibilità di essere eletto sono buone”.

Stando allo specialista la provenienza cantonale, un tempo considerata un ostacolo importante, ha perso peso. Schnegg condivide con il consigliere federale Albert Rösti sia il partito sia il cantone di Berna, ma proviene dalla parte francofona del territorio: una caratteristica che potrebbe renderlo più interessante agli occhi dei parlamentari.

La corsa si è animata soprattutto dopo le rinunce di diversi esponenti di primo piano dell’UDC. Molte delle candidature annunciate all’ultimo momento provengono dalla seconda fila del partito, dove le defezioni hanno aperto nuove opportunità, spiega ancora il 55enne. Tra i vari nomi figurano l’ex presidente del partito Marco Chiesa, e i consiglieri di stato Jean-Pierre Gallati (AG) e Franz Ruppen (VS). Per questi due ultimi politici la strada è in salita. Diverso invece sarebbe il discorso per il consigliere agli Stati ticinese: “Marco Chiesa è in parlamento da molto tempo e ha buone possibilità: non sarebbe del tutto improbabile che fosse candidato insieme a Schnegg”, sostiene Hermann. “So però anche che all’interno del gruppo parlamentare si stanno valutando opzioni completamente diverse”, conclude.

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