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Primo "congresso" delle Sardine: "Arginiamo questo vento fascista"

Dopo aver riempito, stretti (appunto) come sardine, piazza San Giovanni, i 150 promotori delle manifestazioni delle Sardine che dal 14 novembre hanno riempito già 113 piazze italiane, si sono radunati domenica in uno stabile occupato per un incontro a porte chiuse.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 dicembre 2019 - 10:06
Enrico Marra, Roma

“Abbiamo semplicemente dialogato, ci siamo conosciuti, è stata una mattinata bellissima. Il primo obiettivo di questo incontro è tornare il prima possibile nelle piazze e coinvolgere i territori che ancora non sono stati coinvolti dalle Sardine”. Con queste parole Mattia Santori, l’ideatore delle Sardine, ha liquidato la stampa che si era radunata fuori dal cancello del palazzo evitando le domande dei giornalisti. 

“Vi chiediamo di rispettare un processo molto lento”, ha concluso il giovane attivista prima di voltare le spalle ai microfoni per tornare nel palazzo. Qualche indiscrezione l’ha concessa Grazia Desario, amministratrice di ‘Arcipelago delle sardine’ un gruppo pugliese di Barletta. “Non ci siamo dati una struttura di partito, non presenteremo liste e non appoggeremo partiti. Appoggeremo certo la sinistra già dalle prossime elezioni amministrative in Emilia e Calabria a fine gennaio. Ognuno poi sceglie chi votare ma parliamo di sinistra”. 

Tra le domande a cui le Sardine non hanno risposto c’è anche la curiosità sul luogo scelto per l’incontro. Un palazzo occupato a pochi passi da Piazza San Giovanni che ha un forte valore simbolico, lo Spin Time. Uno stabile che ospita circa 400 persone, molte famiglie con bambini, molti immigrati. Lo stesso luogo dove nel maggio scorso il cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere pontificio ha riallacciato la corrente elettrica, interrotta dall'azienda distributrice per morosità.


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