PMI settore MEM in situazione difficile, non si vede la ripresa
Le piccole e medie imprese (PMI) attive nell'industria delle macchine, elettrotecnica e metallurgica (MEM) continuano ad essere in una situazione difficile.
(Keystone-ATS) L’indice del clima degli affari del ramo si è attestato nel secondo trimestre (rilevamento di aprile) a -30 punti.
Il dato conferma quello registrato in gennaio e resta ampiamente negativo, emerge dalla documentazione diffusa oggi dall’associazione di categoria Swissmechanic. L’ultima volta che l’indicatore si trovava in zona positiva era nell’aprile 2023. Concretamente il 73% delle imprese interpellate nell’ambito di un sondaggio considera la propria situazione economica come sfavorevole: solo il 27% è di parere opposto.
La situazione degli ordinativi rimane la principale preoccupazione, citata dal 60% delle realtà esaminate. Allo stesso tempo, le pressioni dovute alle fluttuazioni dei tassi di cambio e al rincaro dei prezzi dell’energia sono aumentate in modo significativo. Circa quattro società su dieci hanno registrato un calo dei margini operativi nel primo trimestre. Ma malgrado la situazione difficile molte ditte mantengono stabile il proprio organico e continuano a garantire la produzione ricorrendo al lavoro ridotto e a misure di efficienza mirate.
Anche sul fronte degli investimenti la situazione rimane tesa: il 24% delle imprese dichiara di non poter investire a causa di restrizioni finanziarie. Il motivo principale risiede nella mancanza di fondi propri. Al contempo la maggior parte delle società prevede di mantenere costanti le proprie capacità produttive.
Secondo Swissmechanic è comunque vero che si intravedono qua e là i primi segnali di stabilizzazione: le esportazioni del settore MEM registrano un incremento già per il terzo trimestre consecutivo e in marzo l’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) è tornato a superare la soglia di crescita per la prima volta dalla fine del 2022. Per l’organizzazione non si può però ancora parlare di una ripresa duratura.
Per la prima volta il sondaggio ha esaminato anche l’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) nell’industria MEM. Il 52% delle ditte utilizza già la nuova tecnologia in qualche forma, soprattutto nei settori amministrativo e della comunicazione. Contemporaneamente il rilevamento evidenzia che in molte imprese permane un clima di incertezza riguardo alle applicazioni e ai benefici concreti.
“Le nostre aziende dimostrano da tempo una grande capacità di resistenza”, commenta il presidente di Swissmechanic Nicola Tettamanti, citato in un comunicato. “Nonostante le pressioni continue, molte imprese riescono a salvaguardare i propri posti di lavoro, investono in modo mirato e mantengono la produzione in Svizzera”, aggiunge il CEO della Tecnopinz di Mezzovico (TI).
“La stabilizzazione su livelli bassi non va confusa con una ripresa”, gli fa eco il direttore dell’organizzazione Erich Sannemann, le cui dichiarazioni sono a loro volta comprese nel documento per la stampa. “In particolare le PMI dell’industria MEM orientate all’esportazione hanno bisogno di condizioni quadro affidabili e di una maggiore certezza nella pianificazione”.
Fondata nel 1939 durante l’esposizione nazionale di Zurigo, l’associazione rappresenta oggi 1300 imprese del ramo, che occupano oltre 65’000 dipendenti e generano un fatturato annuo di circa 15 miliardi di franchi.