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PMI settore MEM in difficoltà, indicatore ai minimi dal 2021

Keystone-SDA

Le piccole e medie imprese (PMI) attive nell'industria delle macchine, elettrotecnica e metallurgica (MEM) rimangono in difficoltà.

(Keystone-ATS) L’indice del clima economico del ramo si è attestato nel terzo trimestre (rilevamento di ottobre) a -37 punti, in ulteriore peggioramento rispetto al -32 dei tre mesi precedenti e valore più basso dall’inizio del 2021, emerge dalla documentazione diffusa oggi dall’associazione di categoria Swissmechanic.

A pesare sono la debolezza della domanda, la persistente forza del franco e le conseguenze dei dazi americani che dall’estate gravano sulle aziende in misura considerevole, spiega l’organizzazione in un comunicato. Sebbene l’accordo sulle tariffe doganali fra Berna e Washington sia destinato ad alleviare la situazione, al momento del sondaggio le barriere erano ancora pienamente in vigore.

Tre aziende su quattro giudicano la loro situazione attuale sfavorevole, circa la metà ha registrato un calo delle nuove commesse e del fatturato. Solo una realtà su cinque riferisce di un aumento di ordinativi e ricavi e solo una PMI su sette ha fatto segnare un incremento dei margini.

L’erosione dei margini continua senza sosta ormai da tre anni e sta limitando le opportunità di investimento di molte imprese, mette in guardia Swissmechanic. Una su quattro è costretta a rimandare gli investimenti previsti a causa di restrizioni ai finanziamenti: la maggior parte non dispone dei fondi propri necessari.

“Le nostre PMI non sono delle velociste”, puntualizza Nicola Tettamanti, presidente di Swissmechanic, citato nella nota. “Da anni dimostrano di riuscire a percorrere anche lunghe distanze, dalla crisi energetica alla pandemia fino ai dazi attuali. Ma ora c’è bisogno di condizioni quadro stabili per evitare che questa maratona diventi infinita”, aggiunge il Ceo della Tecnopinz di Mezzovico (TI).

Lo sfruttamento delle capacità rimane al di sotto della media pluriennale. Malgrado il 71% delle aziende abbia incarichi per le quattro settimane successive, solo un quarto è in grado di garantire la produzione per più di dodici settimane. È aumentata anche la percentuale di aziende con lavoro ridotto: al momento, il 21% utilizza questo strumento, che in oltre la metà dei casi interessa più del 40% del personale.

Nonostante questa situazione difficile, molte PMI dell’industria MEM stanno dimostrando una notevole resistenza e capacità di adattamento, sottolinea l’organismo del ramo. Quattro aziende su dieci hanno già attuato provvedimenti di stabilizzazione, dall’ottimizzazione dei processi e dei costi allo sfruttamento di nuovi mercati in Europa.

“I nostri membri hanno una mentalità imprenditoriale, agiscono in modo orientato alle soluzioni e restano innovativi, anche in condizioni di difficoltà”, chiosa il direttore di i Swissmechanic Erich Sannemann, a sua volta citato nella documentazione per ls stampa. “Ma senza sgravi e incentivi agli investimenti mirati la competitività rischia di ridursi nel lungo termine. Ora abbiamo bisogno di segnali chiari dalla politica e dall’economia”, conclude il dirigente.

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