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PLR non intende ridefinire la neutralità svizzera

Keystone-SDA

In occasione della sua assemblea dei delegati oggi a Soletta, il PLR ha respinto l'iniziativa sulla neutralità e ha approvato la revisione della legge sul materiale bellico.

(Keystone-ATS) Circa 300 aventi diritto di voto hanno partecipato all’incontro, svoltosi nella Rythalle, priva di aria condizionata.

Con pochi voti contrari, i delegati si sono espressi contro l’iniziativa sulla neutralità oggetto sul quale il popolo è chiamato a esprimersi il 27 settembre.

Nel suo discorso, il consigliere federale Ignazio Cassis si è schierato nettamente contro il testo: “La nostra neutralità funziona. Non abbiamo bisogno di modificarla”. La Costituzione non dovrebbe essere gravata da formulazioni che generano più incertezza che chiarezza, ha aggiunto. Anche il consigliere nazionale Simon Michel, che ha illustrato l’iniziativa, l’ha definita uno “specchietto per le allodole”.

Il testo, promosso dall’organizzazione Pro Svizzera e da esponenti dell’UDC, chiede di sancire nella Costituzione la “neutralità perpetua e armata” e un ampio divieto di adottare sanzioni.

Potrebbero essere ancora sostenute soltanto le sanzioni decretate dal Consiglio di sicurezza dell’Onu. La Svizzera potrebbe collaborare con alleanze militari o di difesa solo in caso di attacco diretto contro il Paese. L’iniziativa era stata lanciata in seguito all’aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina.

Un no da parte dei liberali radicali è arrivato anche nei confronti dell’iniziativa sull’alimentazione, su cui il popolo voterà sempre il 27 settembre.

Sì a revisione legge sul materiale bellico

Netta è stata l’approvazione della revisione della legge sul materiale bellico: soltanto una persona si è astenuta.

L’ex capo dell’esercito e membro del PLR Thomas Süssli ha fatto campagna per il sì. La normativa attuale ha isolato e indebolito la Svizzera, ha dichiarato Süssli a Soletta. “Diversi Paesi non intendono più acquistare materiale bellico”.

Attualmente, i Paesi non possono cedere a un alleato coinvolto in un conflitto le armi acquistate in Svizzera. La revisione della legge mira a modificare questa situazione. Un’alleanza composta tra gli altri dal Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), dal PS e dai Verdi ha lanciato con successo un referendum contro tale revisione. Il popolo sarà pertanto chiamato a esprimersi sull’oggetto, verosimilmente nel prossimo mese di novembre.

Lavoro, sicurezza e infrastrutture

Il PLR ha inoltre lanciato la campagna elettorale per le elezioni del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati del 2027. Per l’occasione, il partito si rinnova: nuovo carattere tipografico, nuovo colore e addio all’aggiunta “I Liberali”.

I caratteri sui manifesti elettorali dovranno essere più semplici e quindi più leggibili nello spazio pubblico, è stato detto durante l’assemblea. Come colore il PLR ha scelto il ciano, un blu meno scuro rispetto a quello a cui il partito aveva abituato finora.

L’elemento centrale della campagna è l’atto di puntare la sveglia. Anche sul palco della Rythalle di Soletta, dove si tiene l’assemblea dei delegati, ne era esposta una versione sovradimensionata. Il messaggio di fondo: tutti coloro che puntano la sveglia si assumono delle responsabilità e contribuiscono al successo della Svizzera. E il PLR si definisce proprio come il partito di chi punta la sveglia, volendosi così smarcare dall’immagine di partito elitario.

I temi centrali per i prossimi anni saranno il lavoro, la sicurezza e le infrastrutture, ha affermato il responsabile della campagna elettorale e consigliere agli Stati Damian Müller.

I delegati hanno approvato anche il documento programmatico “Costruiamo la Svizzera di domani” con un solo voto contrario. Con questo testo, il PLR chiede alloggi a prezzi accessibili, un rafforzamento delle infrastrutture di trasporto e un approvvigionamento energetico sicuro e rispettoso del clima.

Giovani liberali radicali chiedono freno a crescita dell’amministrazione

Nel corso dell’assemblea, i Giovani liberali radicali hanno presentato la loro attuale iniziativa. Secondo la loro proposta, l’amministrazione federale dovrebbe in futuro crescere solo di pari passo con i salari della popolazione.

L’amministrazione federale è un datore di lavoro attrattivo e per questo motivo sottrae personale qualificato al settore privato, ha dichiarato Melanie Racine, vicepresidente dei Giovani liberali radicali. Attualmente sono state raccolte 21’600 firme. L’obiettivo è raggiungerne 100’000.

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