PLR, “no” a un canone SSR di 200 franchi
Anche se non con una maggioranza "bulgara", i delegati PLR riunitisi oggi a Ginevra si sono opposti all'iniziativa "200 franchi bastano!". Il testo sarà sottoposto al giudizio popolare l'8 marzo.
(Keystone-ATS) Sostenuta dai Giovani Liberali Radicali, questa proposta che mira a ridurre l’importo del canone radiotelevisivo è stata respinta per 137 voti a 104 favorevoli (13 astensioni). Per Jonas Lüthy, presidente dei Giovani PLR e membro del comitato promotore dell’iniziativa, “si tratta di giustizia fiscale, giacché i prodotti della SSR sono sempre meno consumati”. A suo parere, “un media pubblico ha tutta la sua ragion d’essere”, ma la SSR deve fornire “un’informazione indipendente”, invece di produrre “di tutto e di più”.
“L’iniziativa impone alla SSR lo stesso mandato – informazione, formazione e intrattenimento – riducendo però il suo budget della metà. Questo non sarà possibile”, ha avvertito dal canto suo la consigliera nazionale Simone de Montmollin. Sottolineando la solidarietà e la coesione nazionale, la ginevrina ha difeso il controprogetto del Consiglio federale che fissa un tetto massimo al canone (300 franchi entro il 2029, n.d.r) ed esenta l’80% delle imprese.
Fiscalità ingiusta
Più netto il risultato della votazione sull’imposizione individuale, controprogetto indiretto all’iniziativa delle donne PLR contro il quale sono stati lanciati due referendum e su cui si voterà l’8 marzo. I delegati hanno invitato a larga maggioranza ad approvare questa riforma fiscale.
Per la presidente delle donne PLR, Bettina Balmer, consigliera nazionale zurighese, “bisogna porre fine alla penalizzazione fiscale delle coppie coniugate e consentire alle donne che vogliono lavorare di farlo”.
“No” a un fondo per clima
Senza sorprese, sempre in vista delle votazione di inizio marzo, i delegati hanno respinto quasi all’unanimità l’iniziativa di Verdi e PS per la creazione di un fondo per il clima.
Questo testo non propone “né un finanziamento chiaro né misure chiare”, ha criticato la presidente del PLR vodese Florence Bettschart-Narbel, mettendo in guardia contro un aumento delle imposte.
“No” iniziativa UDC 10 milioni
Il PLR ha anche preso posizione contro l’iniziativa popolare “No a una Svizzera da 10 milioni”, che sarà sottoposta a votazione il 14 giugno. Questo testo, che chiede che la popolazione residente permanente in Svizzera non superi i 10 milioni di residenti entro il 2050, è “controproducente in materia di asilo e immigrazione”, ha denunciato il consigliere nazionale ginevrino Cyril Aellen.
Né una limitazione arbitraria della popolazione, né la neutralità elevata a dottrina di Stato, né la rinuncia alla via bilaterale sono una buona idea, ha sottolineato da parte sua il consigliere federale Ignazio Cassis. Durante il suo discorso davanti ai delegati, il “ministro” degli esteri ticinese ha anche invitato tutti a “prendersi cura delle nostre strutture liberali e democratiche” in tempi burrascosi come quelli che stiamo vivendo.
Lotta alla criminalità
Prima di passare al voto sugli oggetti in consultazione, i delegati hanno anche approvato un documento programmatico anticriminalità: tra le dodici rivendicazioni incluse nel documento figura l’abolizione della condizionale per i reati violenti e sessuali, l’aumento dell’organico della polizia e della magistratura e il prolungamento della detenzione preventiva a 48 ore. “La sicurezza dei cittadini deve tornare ad essere una priorità”, ha dichiarato la consigliera nazionale Jacqueline de Quattro (PLR/VD) davanti ai circa 300 delegati.
Per il consigliere di Stato bernese Philippe Müller, il diritto d’asilo non deve venir strumentalizzato “per coprire attività criminali”. Controlli più rapidi alle frontiere, mantenimento degli accordi di Schengen e Dublino minacciati dall’iniziativa dell’UDC “No a una Svizzera con 10 milioni” e rafforzamento degli accordi di riammissione figurano tra le rivendicazioni liberali-radicali.
Di fronte a un sistema giudiziario che si concentra sui diritti dei delinquenti, il partito sostiene pene detentive effettive, l’introduzione della sorveglianza elettronica per gli autori di alcuni reati violenti e la tolleranza zero per il traffico di droga.
Vincere le elezioni
La riunione odierna è stata anche l’occasione per serrare le file in vista delle prossime elezioni federali. Senza voler piacere a tutti, il PLR si posiziona come una forza politica pragmatica e realista, ha affermato in apertura dell’assemblea il suo copresidente, il consigliere agli Stati Benjamin Mühlemann (GL), prima di criticare una retorica sempre più chiassosa nel mondo politico. “Non costruiremo il Paese con invettive, ma con il dibattito”, ha sottolineato.
“Non vogliamo promesse populiste”, ha proseguito l’altra copresidente Susanne Vincenz-Stauffacher (SG), puntando il dito contro la sinistra e l’UDC, ma anche contro il Centro, che a suo dire “si sta sempre più schierando con il gruppo degli assistiti” con l’obiettivo di conquistare un secondo seggio in Consiglio federale alle prossime elezioni federali. “Non vogliamo un Consiglio federale a maggioranza di sinistra. Vinceremo le elezioni”, ha assicurato la consigliera nazionale.