Pernottamenti: flessione in giugno, -2,2% stando a seconda stima
Si conferma, pur se in forma lievemente più attenuata di quanto ventilato inizialmente, il calo del turismo svizzero nel mese di giugno, in un contesto internazionale dominato dalle tensioni geopolitiche.
(Keystone-ATS) I pernottamenti sono scesi del 2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Lo ha indicato nel pomeriggio l’Ufficio federale di statistica (UST), pubblicando una seconda stima che corregge quella del -2,4% diffusa una settimana fa.
A incidere sul risultato complessivo sono stati gli ospiti provenienti dall’estero, che hanno fatto segnare -4,6%, un dato che non è stato sufficientemente compensato dalla domanda indigena, salita dello 0,7%.
Non sono ancora note cifre assolute. Alcune informazioni sono state però fornite in relazione alla provenienza dei visitatori stranieri. Spicca così il -18,9% dell’Asia (-33,7% per India, -29,9% per gli Stati del Golfo, -7,4% per la Cina); marciano invece sostanzialmente sul posto l’America, che segna -0,1%, e l’Europa, che mette a referto -0,3%, con andamenti assai disparati a seconda del paese (Olanda -3,8%, Germania -3,3%, Regno Unito -1,0%, Italia +1,0%, Francia +4,0%).
Se fosse confermato l’arretramento generale di giugno convaliderebbe una tendenza che è stata osservata anche in marzo (-5,2%), aprile (-0,6%) e maggio (-1,1%), mentre i primi due mesi del 2026 – gennaio (+2,6%) e febbraio (+2,9%) – erano risultati positivi.
I valori diffusi oggi fanno parte della statistica sperimentale Hesta-Flash: per avere i numeri assoluti, i dati disaggregati regionali e tutte le altre informazioni a cui ha abituato l’UST bisognerà attendere il 4 agosto.
Come si ricorderà il 2025 (43,7 milioni di notti) e i due anni precedenti hanno fatto segnare numeri da primato per quanto riguarda le presenze turistiche, con conseguenze non solo positive. In questo contesto non sono mancate le critiche di Svizzera Turismo, entità che spende milioni di franchi per attirare ulteriori viaggiatori: a suo avviso per evitare i pericoli di sovraffollamento turistico si tratta di gestire meglio i flussi.