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Passeggeri aerei in crescita, ma non ancora livelli pre-Covid

Keystone-SDA

(Keystone-ATS) Nel primo trimestre gli aeroporti svizzeri hanno gestito 12,4 milioni di passeggeri di voli di linea e charter, il 13% in più dello stesso periodo del 2023, ma il 4% in meno del 2019 pre-pandemico, un anno peraltro da primato.

Stando ai dati diffusi oggi dall’Ufficio federale di statistica (UST) i movimenti aerei (decolli e atterraggi) sono stati 98’000, in progressione annua del 12%. Il paese più gettonato di destinazione finale dei viaggiatori locali in partenza si è confermato di gran lunga il Regno Unito, seguito a distanza da Spagna, Germania, Portogallo, Francia, Stati Uniti, Serbia-Montenegro-Kosovo (considerati insieme), Italia, Turchia e Paesi Bassi.

Gran parte dei passeggeri (locali e in transito) sono passati dall’aeroporto di Zurigo (6,3 milioni). Al secondo posto si trova Ginevra (4,5 milioni), al terzo Basilea-Mulhouse (1,6 milioni), mentre gli scali regionali hanno totalizzato 0,9 milioni.

Allargando lo sguardo al medio-lungo periodo può peraltro essere osservato che per l’aviazione elvetica il 2019 è stato non solo l’ultimo anno pre-Covid, ma anche l’annata migliore di sempre: in quell’anno sono stati infatti registrati quasi 59 milioni di passeggeri. Ancora nel 2015 si era a 49 milioni, nel 2010 a 39 milioni e nel 2000 a 34 milioni. Ancora più forte risulta la crescita se si considerano il 1990 (20 milioni), il 1980 (12 milioni), il 1970 (7 milioni), il 1960 (2 milioni), per non parlare del 1950, quando non più di circa 300’000 persone salirono su un aereo in Svizzera.

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