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Parmelin illustra il “no” del CF all’iniziativa sull’alimentazione

Keystone-SDA

Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l'iniziativa sull'alimentazione, poiché le sue richieste - seppur legittime - sono eccessive e irrealizzabili nelle tempistiche previste.

(Keystone-ATS) Oggi, a Berna, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha illustrato ai media perché il Governo raccomanda di votare “no” il 27 settembre.

Secondo il ministro dell’economia, “l’iniziativa vuole ottenere troppo, troppo in fretta”. Il testo, denominato “Per un’alimentazione sicura – mediante il rafforzamento di una produzione nazionale sostenibile, più derrate alimentari vegetali e acqua potabile pulita (Iniziativa sull’alimentazione)”, è stato depositato il 16 agosto 2024 corredato da 112’736 firme valide.

L’iniziativa chiede un maggiore grado di autosufficienza alimentare. Tale obiettivo dovrebbe essere raggiunto attraverso una più elevata coltivazione di alimenti vegetali. Esige che il settore agricolo e la filiera puntino maggiormente sulla produzione e sul consumo di alimenti di origine vegetale anziché animale. L’obiettivo è di aumentare la sicurezza alimentare portando il grado di autoapprovvigionamento netto dall’attuale 45% ad almeno il 70% entro dieci anni.

“Difficile, se non impossibile”

Anche il Consiglio federale vuole rafforzare la produzione alimentare interna, ma fissa come obiettivo un grado netto di autoapprovvigionamento del 50% entro il 2050. Ridurre in dieci anni la quota delle importazioni di oltre 20 punti percentuali sarebbe estremamente difficile se non impossibile, ha rilevato Parmelin. Se l’iniziativa dovesse essere attuata, lo Stato dovrebbe intervenire non solo pesantemente sulla produzione, ma anche sulla scelta degli alimenti.

La produzione di alimenti di origine animale – come carne, latte e uova – riveste grande importanza in Svizzera, si legge nelle spiegazioni governative pubblicate dalla Cancelleria federale in vista del 27 settembre. Molti terreni agricoli svizzeri non sarebbero adatti alla coltivazione, ma solo come pascoli.

Il Consiglio federale fa inoltre notare che, in caso di “sì”, l’agricoltura e l’alimentazione dovrebbero essere riorientate entro dieci anni. Se ciò non dovesse avvenire e si continuasse a consumare molti alimenti di origine animale, sarebbe necessario ricorrere alle importazioni in misura crescente. Gli effetti negativi sull’ambiente verrebbero così trasferiti all’estero.

Standard elevati

Interventi così incisivi sulla libertà economica e sulle abitudini alimentari non sono né auspicabili né proporzionati, ha dichiarato ancora Parmelin. Gli agricoltori contribuiscono quotidianamente all’approvvigionamento alimentare e rispettano standard elevati.

Negli ultimi anni hanno investito molto, in particolare nelle stalle e nelle infrastrutture. Se dovessero adeguare la loro produzione così rapidamente come richiesto dall’iniziativa, questi investimenti risulterebbero superati prima di essere ammortizzati. Per rendere la transizione socialmente sostenibile, sarebbero probabilmente necessarie anche risorse federali supplementari.

Il Consiglio federale preferisce un percorso pragmatico e realistico, che conceda agli agricoltori tempo sufficiente per adeguare la loro produzione, ha aggiunto Parmelin. A tal fine intende puntare sulla politica agricola a partire dal 2030 (PA30+). Questa dovrebbe tenere conto delle condizioni economiche, sociali e regionali.

Dai campi alla tavola

Con la PA30+ la responsabilità per una produzione sostenibile dovrebbe estendersi dai campi alla tavola. Il Governo intende migliorare le basi produttive e l’efficienza nell’uso delle risorse. I contadini dovrebbero avere una prospettiva economica ed essere sgravati dagli oneri amministrativi.

Il Consiglio federale ha approvato i punti chiave della PA30+ lo scorso febbraio. Entro il prossimo autunno dovrebbe essere pronto il progetto da sottoporre a consultazione. A partire dal quarto trimestre del 2027, il Parlamento dovrebbe poter esaminare il progetto.

La Confederazione intende inoltre rafforzare la promozione della coltivazione di alimenti di origine vegetale. Secondo il direttore dell’Ufficio federale dell’agricoltura Christian Hofer, pure presente alla conferenza stampa, è previsto un potenziamento dei contributi esistenti per singole colture nella produzione vegetale.

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