Parmelin e Xi Jinping firmato accordo libero scambio ottimizzato
La visita a Pechino del presidente della Confederazione, Guy Parmelin, è culminata oggi con la firma dell'accordo di libero scambio (ALS) ottimizzato con la Cina alla presenza del presidente cinese, Xi Jinping.
(Keystone-ATS) Durante il colloquio fra Parmelin e Xi, che hanno approfittato dell’occasione per siglare altre intese sul commercio e lo scambio di dati scientifici, sono state ripercorse le tappe fondamentali delle relazioni bilaterali, segnatamente l’avvio delle relazioni diplomatiche nel 1950 (la Svizzera è stata fra i primi Paesi a riconoscere il regime comunista, n.d.r), il primo accordo di libero scambio della Cina con un Paese europeo nel 2014 e l’intesa su un “partenariato strategico innovativo” nel 2016, indica una nota odierna del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR).
La rapida conclusione dei negoziati sull’ALC è stata considerata un segnale di sostegno al sistema commerciale multilaterale basato su regole e orientato all’Organizzazione mondiale del commercio.
Risparmi per 244 milioni
Per quanto attiene all’ALS ottimizzato, in futuro il 99,8% delle attuali esportazioni svizzere potrà essere esentato dai dazi doganali in Cina, aveva annunciato il Consiglio federale lo scorso agosto al termine dei negoziati in agosto. La Svizzera dovrebbe così risparmiare circa 244 milioni di franchi.
Malgrado questo miglioramento, gli orologi saranno tuttavia ancora soggetti alla tassa cinese sui prodotti di lusso. Essa si applicherà al 95,5% del valore delle esportazioni orologiere svizzere destinate alla Cina, come confermato dalla Federazione dell’industria orologiera svizzera a Keystone-ATS. Tre quarti delle esenzioni dovrebbero entrare in vigore non appena l’accordo ottimizzato entrerà in vigore, previo assenso del Parlamento.
A tale riguardo, Swissmem, l’organizzazione mantello dell’industria dei macchinari, ha invitato oggi il Parlamento a ratificare rapidamente l’accordo. In un comunicato, l’associazione accoglie con favore la firma di questo testo e ritiene che esso elimini importanti barriere doganali per l’industria tecnologica svizzera, in particolare per i macchinari e i prodotti di precisione.
La Svizzera è riuscita ad ottenere concessioni anche su prodotti come quelli farmaceutici, ma anche su formaggio e caffè. Tali agevolazioni entreranno in vigore però solo tra 10 anni.
Diritti umani e ambiente
Altri punti delicati che la Svizzera voleva rinegoziare: il diritto del lavoro e la tutela dell’ambiente. Il DEFR ha confermato oggi che le norme relative a questi aspetti saranno ulteriormente rafforzate nell’ambito di un capitolo giuridicamente vincolante dedicato al commercio e allo sviluppo sostenibile. Si tratta di una novità assoluta in un accordo di libero scambio stipulato dalla Cina, ha spiega la Confederazione.
Resta da verificare sul campo cosa cambieranno concretamente questi impegni, aveva commentato in agosto, al termine dei negoziati, Thierry Theurillat, docente universitario e membro dello Swiss Eurasian Institute of Management. “Attualmente, sul posto si constata che c’è ancora moltissimo da fare in termini di inquinamento e condizioni di lavoro. Ci si può quindi chiedere chi garantirà il rispetto di queste clausole”, aveva aggiunto.
“Si parla di rafforzamento dei diritti dei lavoratori, ma sui diritti umani regna il silenzio assoluto”, aveva rincarato Lionel Fatton, professore di relazioni internazionali all’Università Webster di Ginevra. “C’è da aspettarsi una reazione negativa da parte della società civile su questo punto”, aveva affermato. Non per niente la sinistra ha già espresso le proprie riserve sull’intesa ottimizzata firmata oggi, mentre i Verdi hanno annunciato di essere pronti a lanciare un referendum.
Ancora incontri
Il programma delle visite, che si protrarrà fino a domani, prevede colloqui con altri membri del Governo cinese. In particolare, il consigliere federale, che lascerà a fine anno, vedrà i ministri del commercio Wang Wentao, del lavoro e degli affari sociali Wang Xiaoping, dell’istruzione Huai Jinpeng e della scienza Yin Hejun.
Sono anche in agenda colloqui con rappresentanti di spicco del mondo economico di entrambi i Paesi nonché l’apertura del nono Forum economico svizzero-cinese.
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