Parmelin all’ONU, “le montagne possono essere superate”
Nel suo discorso all'81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha esortato i capi di Stato a "dimostrare che la cooperazione è possibile".
(Keystone-ATS) La Svizzera, in quanto paese di montagne e valli, ha imparato a superare ciò che divide. “Un confine naturale può anche diventare un luogo di incontro”, ha affermato ieri sera (ora locale). “Sappiamo per esperienza che il dialogo non è un segno di debolezza.”
La cooperazione non impone né valori né un modello unico. È utile quando crea partenariati, facilita lo scambio di conoscenze e consente a tutti di agire in modo indipendente. “Non si tratta di fare qualcosa per gli altri, ma di agire insieme”, ha sottolineato Parmelin.
Questa esperienza può essere applicata al mondo, che si trova a un punto di svolta. “I principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite – il divieto del ricorso alla forza, il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale – vengono palesemente violati”, ha evidenziato il presidente della Confederazione.
Questi si è espresso a favore di un ritorno al multilateralismo. “La questione è se le relazioni tra i paesi continueranno a basarsi su regole comuni o se saranno sempre più determinate dall’influenza e dal potere dei singoli Stati”, ha affermato Parmelin.
La fiducia in declino tra le nazioni va oltre i settori della pace e della sicurezza. Anche l’economia mondiale ne risente: “il protezionismo è in aumento. Le catene di approvvigionamento, che si sono sviluppate nel corso di decenni di interdipendenze, vengono riorganizzate o si disgregano sotto l’influenza delle tensioni geopolitiche”, ha proseguito il presidente della Confederazione.
La resilienza economica nasce però laddove le relazioni godono di un ampio sostegno, si stringono nuovi partenariati e gli scambi tra le regioni del mondo rimangono aperti il più possibile.
La Svizzera neutrale continua a offrire i propri buoni uffici e a creare spazio per il dialogo. Ginevra è uno di questi luoghi. “La Svizzera, in qualità di Stato ospitante, garantisce che Ginevra rimanga aperta, accessibile e inclusiva – sia per gli Stati grandi che per quelli piccoli, sia per il Nord che per il Sud”, ha dichiarato ancora Parmelin. Questi ha poi fatto riferimento al vertice sull’intelligenza artificiale (IA) che si terrà nella città sul Lemano il 21 e 22 giugno 2027, all’insegna del motto “Bridging Innovation and Trust” (“Gettare un ponte tra innovazione e fiducia”).
L’IA dimostra chiaramente una cosa, ha aggiunto il presidente della Confederazione: “alcune trasformazioni sono così profonde e rapide che nessuno Stato può affrontarne da solo tutte le conseguenze. Abbiamo bisogno di istituzioni in grado di trovare risposte a sfide che vanno oltre i confini”.