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Pandemie e penuria elettricità i rischi maggiori per la Svizzera

Keystone-SDA

Pandemie e penuria di elettricità: sono questi i due rischi maggiori per la Svizzera secondo quanto comunicato oggi dall'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP).

(Keystone-ATS) Una nuova analisi mostra che entrambi presentano il potenziale di danno più elevato e una probabilità di insorgenza relativamente alta. Restano prioritari anche i conflitti armati, viene sottolineato.

Nella quarta edizione dell’analisi nazionale dei rischi “Catastrofi e situazioni d’emergenza in Svizzera” (CES) 2025, 265 esperti provenienti da uffici federali, cantoni e comuni, dall’economia (in particolare dai gestori di infrastrutture critiche) e dal mondo scientifico hanno partecipato all’elaborazione, alla validazione e alla valutazione degli scenari. Complessivamente sono stati analizzati 44 pericoli – da quelli naturali come i terremoti, a quelli tecnici, come un incidente in una centrale nucleare, fino ai pericoli sociali, come i conflitti armati – rilevanti per la protezione della popolazione. Per determinarne il rischio ne sono stati sistematicamente analizzati il potenziale di danno e la probabilità d’insorgenza, sottolinea l’UFPP.

Secondo questi criteri, come detto pandemie e penuria di elettricità sono i due rischi maggiori. La probabilità d’insorgenza di una pandemia è aumentata rispetto al 2020, soprattutto a causa della globalizzazione, del maggiore contatto tra persone e animali e dei rischi legati ai cambiamenti climatici. Anche il potenziale di danno è cresciuto, poiché si prende in considerazione la comparsa di un nuovo agente patogeno ancora sconosciuto, con tempi più lunghi per lo sviluppo di un vaccino e una maggiore probabilità di mutazioni.

Per quanto riguarda lo scenario penuria di elettricità, il potenziale di danno è stato invece valutato al ribasso grazie a nuove misure di contingentamento che hanno ridotto il rischio di blackout incontrollati e di disconnessioni cicliche della rete.

Per quel che concerne il conflitto armato, che rappresenta il pericolo con il potenziale di danno più elevato, esso non causa solo un grande numero di vittime, ma anche ingenti perdite economiche e gravi danni a edifici e infrastrutture, sottolinea l’UFPP. È inoltre l’unico pericolo che comporta una violazione dell’integrità territoriale. Senza contare le interruzioni previste nell’approvvigionamento di numerosi beni e servizi, che possono avere conseguenze particolarmente gravi.

L’UFPP con la CES – aggiornata ogni cinque anni – mette a disposizione uno strumento strategico che offre una visione globale dell’attuale panorama dei rischi. La CES classifica sistematicamente tali rischi, ne valuta in modo strutturato le possibili conseguenze e crea così una base affidabile per la pianificazione, la prevenzione e la preparazione a tutti i livelli statali. Una comprensione uniforme del rischio da parte di tutti gli ambiti amministrativi e specialistici facilita il coordinamento tra pianificazione strategica, preparazione operativa e processo decisionale politico, sottolinea la nota.

I risultati della CES 2025 costituiscono così la base per l’ulteriore sviluppo della protezione della popolazione e rappresentano quindi una componente importante della politica di sicurezza globale della Svizzera. Il Consiglio federale è stato informato sul rapporto finale nella sua seduta del 25 febbraio 2026.

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