Pandemia I molti esclusi dal piano vaccinale

Di Enrico Marra

In Italia ci sono persone, ad esempio i senza dimora e gli immigrati irregolari, praticamente dimenticate dalle campagne vaccinali, salvo in rarissimi casi.  

Mentre in Italia la vaccinazione di massa procede a rilento, accompagnata da polemiche per le molte persone fragili e i molti anziani ultraottantenni trascurati dal piano vaccinale – solo un anziano su cinque ha terminato il ciclo di vaccinazione -, ci sono intere categorie che non sono messe nel conto. Persone che vivono nell’ombra e sono escluse da ogni prestazione sanitaria, non solo dai vaccini e dalle misure di contenimento della pandemia.

Secondo una stima delle associazioni umanitarie del terzo settore tra cui Caritas, Emergency, Medici senza frontiere e Asgi (Associazione Studi Giuridici Immigrazione), circa cinquecentomila persone non hanno nessuna possibilità di accedere al vaccino. Si tratta principalmente di persone senza dimora, immigrati irregolari o in corso di regolarizzazione, rom e sinti. Persone che non essendo registrate nel sistema sanitario nazionale, non hanno i documenti necessari per assolvere le procedure operative finora diramate ai centri vaccinali per le prenotazioni.

Queste categorie socialmente emarginate - quando non addirittura segregate, come nel caso delle persone rom - sono dimenticate dalle campagne vaccinali ad eccezione del caso dell’Elemosineria apostolica vaticana che, per volere di Papa Francesco, ha provveduto alla vaccinazione una parte dei poveri e delle persone senza dimora, assistiti dall’Elemosineria apostolica, presso l’Ambulatorio “Madre di misericordia”, sotto il colonnato di San Pietro. L’istituzione pontificia ha pianificato la vaccinazione di milleduecento persone nelle prossime settimane.

Per le altre migliaia di “invisibili” esclusi dal piano vaccinale non si muove nulla, nonostante le sollecitazioni rivolte al Governo e al Ministero della salute, dalle associazioni del terzo settore.

"Queste persone hanno diritto al vaccino"

In un’intervista rilasciata a tvsvizzera.it, l’avvocato Marco Paggi dell’Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione ha dichiarato che gli immigrati, sia i comunitari che gli extracomunitari, sprovvisti di permesso di soggiorno o in corso di regolarizzazione, e a maggior ragione le persone senza dimora, i rom e i sinti, “secondo l’articolo 35 del testo unico sull’immigrazione, sono persone aventi diritto a pieno titolo alle cure sanitarie di base e in particolare alla profilassi, cura e prevenzione di malattie infettive diffusive. Perciò queste persone hanno diritto, pacifico, al vaccino”.

“Oltre alle persone che sono precluse materialmente dai vaccini - ha precisato Marco Paggi -, queste categorie vulnerabili non sono state considerate nell’ambito delle priorità di accesso al vaccino. Mi riferisco alle comunità ad alta densità abitativa, quindi ad alto rischio di diffusione del contagio, come possono essere i campi rom o i centri di accoglienza per i richiedenti di protezione internazionale, ma anche le strutture detentive degli stranieri da espellere”.


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