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Libertà di sparare in casa? È dibattito in Italia

Il “pacchetto sicurezza” ha iniziato il suo iter legislativo nel parlamento italiano, da mercoledì 18 è sui tavoli delle commissioni Giustizia di Camera e Senato.

Questo contenuto è stato pubblicato il 23 luglio 2018 - 08:07
tvsvizzera

Il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini dichiara che sarà pronto entro l’estate. Il decreto contiene una serie di riforme in tema di sicurezza - un ampio panorama, dal ritorno delle ronde di cittadini, all’irrigidimento delle misure di contrasto alla droga - ma fa discutere principalmente su un punto, uno storico cavallo di battaglia della Lega, la proposta di eliminare dal codice penale il principio di proporzionalità che pone limiti alla difesa personale in relazione all’entità dell’offesa ricevuta.

Tale principio, ad esempio, in caso di infrazione nel domicilio, non considera legittimo sparare al ladro se in fuga. Non è detto che privati cittadini siano in grado di reagire freddamente, al pari di un agente addestrato delle forze di polizia.

Sarà il Far West?

Per Salvini i cittadini devono avere sempre e comunque la possibilità di difendersi. Le opposizioni parlano di “far west”, ed anche i cinque stelle da Luigi Di Maio, al ministro della giustizia Alfonso Bonafede, fino ad arrivare al primo ministro Giuseppe Conte, hanno espresso posizioni più morbide sull’argomento. In particolare Conte, da esperto di diritto quale è, ha dichiarato che nulla di giuridico dovrà essere stravolto.

Per aumentare il timore di un “far west” o di una presunta svolta americana in tema di armi, sulla stampa italiana è apparso anche lo spettro di un contatto tra le “lobby dei produttori di armi” ce la politica, intreccio che Salvini ha subito smentito affermando semplicemente: “Quando parlo di latte sento gli agricoltori, quando parlerò di armi sentirò i produttori di armi”.

L'opinione di istruttori ed esperti

Carlo e Cinzia gli istruttori della scuola romana MFC, Military Full Capability - addestramento per militari e privati cittadini - conoscono bene tutte le procedure che devono essere adottate per la detenzione e l’utilizzo delle armi in sicurezza.

Il principio di proporzionalità per loro è già implicito nella disciplina e nel rigore con cui trattano lo strumento da fuoco. Sono però d’accordo con la riforma proposta dal governo e pensano che in quel modo un ladro ci penserà due volte prima di violare un domicilio.

Secondo le ultime statistiche il 39% degli italiani vorrebbe armarsi per potersi difendere, e anche se non sarà un “far west”, per l’IRIAD Istituto di ricerche internazionali archivio disarmo, il rischio di una deriva pericolosa è concreto.


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