Orologi svizzeri: export si conferma in netta crescita in agosto
Le vendite di orologi svizzeri all'estero sono aumentate sensibilmente in agosto, confermando una tendenza rilevata già in giugno e luglio.
(Keystone-ATS) Stando ai dati diffusi oggi dalla Federazione dell’industria orologiera (FH), nell’ottavo mese del 2026 le esportazioni si sono attestate a 1,8 miliardi di franchi, in progressione del 9,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. In termini di numero i segnatempo smerciati hanno presentato un incremento analogo, pari al 9,5% (a 1,1 milioni).
Agosto presenta quindi una crescita di nuovo sostanziale dopo il +9,6% di luglio e il +11,2% di giugno, che erano seguiti al mini rimbalzo di maggio (+0,4%) e a un aprile molto difficile (-16,6%). Sull’arco dei primi otto mesi il bilancio è positivo: l’export orologiero elvetico è infatti salito (sempre su base annua) dell’1,7% in valore (a 17 miliardi di franchi).
A livello di singoli mercati e tornando a focalizzare l’attenzione sul mese dedicato all’imperatore romano Augusto, spicca la contrazione degli Stati Uniti (-19,4% a 198 milioni di franchi), che rimangono comunque il principale sbocco del made in Switzerland; seguono Regno Unito (+46,1% a 165 milioni), Francia (+113,5% a 157 milioni), Giappone (+22,1% a 136 milioni), Cina continentale (+15,8% a 134 milioni) e Hong Kong (+1,4% a 118 milioni). Insieme questi sei mercati rappresentano il 51% delle vendite oltre frontiera.
Con accenti diversi si presenta l’andamento delle esportazioni in relazione ai segmenti di prezzo. Gli orologi di meno di 200 franchi hanno mostrato un aumento del 13,3% in termini di valore, la gamma 200-500 una progressione del 6,1%, il comparto 500-3000 segna -0,9%, mentre per la fascia oltre 3000 franchi l’incremento è del 10,2%.