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Organizzazioni internazionali Ginevra, organico -11% in 2 anni

Keystone-SDA

Dal 2024 a oggi l'organico delle organizzazioni internazionali (OI) con sede a Ginevra è diminuito dell'11,2% (in numero assoluto di 2873 posti).

(Keystone-ATS) Il DFAE, che attribuisce l’evoluzione “ai cambiamenti geopolitici e alle loro conseguenze sul multilateralismo”, giudica che i provvedimenti adottati da Confederazione, Cantone e città di Calvino hanno permesso di limitare l’emorragia di funzionari e competenze. Vi sono anzi segnali incoraggianti di resilienza della Ginevra internazionale.

Due anni or sono nella città lemanica le OI rappresentavano 25’696 posti a tempo pieno, contro 22’823 24 mesi più tardi, indica la documentazione pubblicata ieri sera, solo in francese, dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in occasione di un incontro per fare il punto sulla Ginevra internazionale tra il consigliere federale Ignazio Cassis, capo dello stesso DFAE, la consigliera di Stato ginevrina Nathalie Fontanet (PLR), direttrice del Dipartimento delle finanze, delle risorse umane e degli affari esteri, e la sindaca di Ginevra Christina Kitsos (PS), responsabile del Dicastero per la coesione sociale e la solidarietà.

Le statistiche del DFAE si limitano al personale delle OI a Ginevra e non forniscono informazione alcuna sull’evoluzione nell’ultimo biennio dell’organico delle innumerevoli organizzazioni non governative (ong) che hanno scelto di mettere radici nel cantone lemanico proprio in funzione del diversificato “ecosistema” diplomatico sul posto.

I “cambiamenti geopolitici” a cui fa riferimento il DFAE, per la Ginevra internazionale sono soprattutto l’entrata in funzione di Donald Trump quale presidente degli USA il 20 gennaio del 2025 e le politiche di risparmio attuate da numerosi altri paesi. Al suo ritorno al potere, l’inquilino della Casa Bianca ha attuato tagli ai finanziamenti destinati alle agenzie delle Nazioni Unite e alle ong.

Le OI ne hanno patito, ma meno di quanto si potesse temere, scrive il DFAE, che attribuisce il contenimento dei danni all'”ecosistema” alle “misure urgenti avviate nel 2025 da Confederazione, Cantone e città di Ginevra”. Il 20 giugno dello scorso anno il Consiglio federale ha, tra l’altro, stanziato 269 milioni di franchi per consolidare il ruolo della città di Calvino come fulcro del multilateralismo ma anche polo di innovazione digitale, le cui ricadute sono giudicate assai utili per OI e ong.

Cassis, Fontanet e Kitsos hanno confermato la resilienza della piazza ginevrina. Vari indicatori testimoniano l’efficacia delle misure adottate. Quale primo esempio il DFAE fornisce la crescita del numero di stati presenti a Ginevra, che nel biennio in esame sono passati da 183 a 185 (erano 179 nel 2023). Il numero di OI domiciliate nel cantone è cresciuto di un’unità (da 28 a 29, di due rispetto al 2023) e “nessuna organizzazione internazionale ha lasciato la Svizzera”.

Confederazione, Cantone e Comune sono coscienti che “la concorrenza tra le sedi internazionali si sta intensificando, mentre sempre più stati prendono coscienza dei vantaggi politici, economici e diplomatici legati al fatto di ospitare organizzazioni internazionali sul proprio territorio”. Non ignorano neppure che la pressione finanziaria sulla cooperazione multilaterale proseguirà. Cassis, Fontanet e Kitsos hanno deciso di approfondire la cooperazione fra i tre livelli istituzionali: l’aspetto più importante è la creazione di un “comitato di pilotaggio” che assumerà un ruolo strategico nell’affrontare le sfide principali, come la modernizzazione delle infrastrutture digitali.

L’evento di ieri non ha tematizzato la questione, ma la contrazione dei bilanci delle OI in seguito ai risparmi di USA e numerosi altri paesi non ha evidentemente effetti solo a Ginevra. Nell’ultimo biennio, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e l’Organizzazione mondiale della sanità hanno soppresso ciascuno migliaia di posti di lavoro in tutto il mondo.

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