ONU rinnova mandato a commissario diritti umani Türk
L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha rinnovato il mandato di Volker Türk come Alto commissario per i diritti umani per quattro anni, nonostante le minacce degli Stati Uniti e la forte opposizione di Russia e Israele.
(Keystone-ATS) Con 144 voti favorevoli, 10 contrari e 13 astensioni, ieri l’Assemblea ha approvato il rinnovo del mandato dell’austriaco fino al 12 ottobre 2030, come proposto dal segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.
Dai tabulati del voto emerge che gli USA hanno votato in modo contrario assieme a Nicaragua, Corea del Nord, Niger, Mali, Israele, Argentina, Burkina Faso, Trinidad e Tobago e Russia. L’Iran e il Venezuela non hanno partecipato al voto.
“Durante il suo primo mandato, segnato dalla brutalizzazione del mondo, dai crescenti attacchi al multilateralismo e dalla messa in discussione dell’universalità dei diritti umani, il signor Türk ha dimostrato, attraverso il suo rigore e la sua imparzialità, di possedere tutte le qualità necessarie per svolgere questo ruolo”, ha affermato l’ambasciatore francese Jérôme Bonnafont, descrivendo l’Alto commissario come “una voce di coscienza”.
Gli Stati Uniti, invece, aveva richiesto, senza successo, di rinviare il voto. “Se quest’Assemblea tollererà abusi procedurali, accordi sottobanco e appropriazione indebita di incarichi all’interno delle Nazioni Unite, ci saranno delle conseguenze. Gli Stati Uniti rivaluteranno immediatamente il loro impegno, la loro partecipazione e i loro finanziamenti”, ha avvertito il deputato statunitense Jeff Bartos poco prima del voto, accusando Türk di aver trasformato l’ufficio dell’Alto commissario in un “megafono politico”.
“Passa il suo tempo a fare la morale alle democrazie libere e sovrane come gli Stati Uniti che fanno rispettare la legge e proteggono i propri confini, mentre mostra clemenza verso i peggiori oppressori del pianeta”, in particolare Cuba, ha denunciato Bartos.
Anche il ministero degli esteri israeliano ha denunciato su X “l’ennesima mancanza morale” di Guterres, accusandolo ancora una volta di avere “pregiudizi contro Israele”.
La Russia, dal canto suo, aveva proposto un testo alternativo, che è stato respinto, estendendo il mandato di pochi mesi, fino al 31 dicembre 2026, citando il cambio di segretario generale delle Nazioni Unite il 1° gennaio.