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Ondata di caldo, è corsa ai climatizzatori: vendite record

Keystone-SDA

La canicola di giugno e quella di luglio hanno scatenato una corsa senza precedenti a ventilatori e condizionatori portatili in Svizzera, con gli scaffali dei negozi che si svuotano a ritmi mai visti.

(Keystone-ATS) Per far fronte alla domanda occidentale le fabbriche asiatiche sono prossime al collasso e i prezzi medi dei dispositivi salgono, segnando un cambiamento strutturale nelle abitudini di acquisto degli svizzeri, che ora investono in apparecchi più performanti e durevoli.

La domanda di dispositivi per combattere il caldo ha raggiunto livelli record, mettendo in forte difficoltà le catene di approvvigionamento. “I magazzini sono quasi vuoti e nessun nuovo arrivo dall’Asia è previsto prima della fine della stagione”, indica all’agenzia Awp Tobias Heller, portavoce di Digitec Galaxus. La piattaforma online ha venduto più ventilatori nel solo mese di giugno che nell’intero anno 2024. “I clienti svizzeri hanno acquistato diverse decine di migliaia di unità per ogni tipo di apparecchio”.

La stessa situazione di emergenza si registra presso Fust, operatore di proprietà di Coop, che parla di una domanda “eccezionalmente forte”. “Le consegne che arrivano si vendono altrettanto rapidamente. Ci impegniamo costantemente a rifornire”, spiega un’addetta stampa, assicurando che l’azienda è in stretto contatto con i fornitori e sta lavorando “senza sosta per ottenere scorte aggiuntive”. “La disponibilità varia, perché la domanda supera attualmente il riapprovvigionamento in Svizzera e in Europa, per alcuni modelli e a seconda della regione”.

Risalendo la filiera, i produttori asiatici sono presi d’assalto. Sulla stampa cinese, giganti come Midea hanno recentemente assicurato di far funzionare le fabbriche 24 ore su 24 ed esplorare “nuove vie di spedizione”, mentre il colosso TCL ha dichiarato al sito Yicai di essere al massimo della capacità produttiva. Anche i grossisti europei sono in prima linea e gli importatori elvetici come la vodese Kalitherm e la zughese BestClima fanno i salti mortali per trovare prodotti disponibili.

“Registriamo un picco di attività del servizio di assistenza e riparazioni che richiede un adattamento giorno per giorno, e uno stress notevole della domanda con una corsa folle per trovare prodotti disponibili”, racconta all’Awp Yohann Vuittenez, direttore di Kalitherm. “È difficile orientare i clienti verso soluzioni sostenibili e non d’emergenza senza una riflessione a lungo termine”, mette in guardia. “Nuovi attori poco scrupolosi si stanno organizzando per fornire a tutti i costi”.

Il prezzo medio di vendita di un condizionatore per il grande pubblico è salito quest’anno a 452 franchi, contro i 381 del 2025. Il costo medio di un ventilatore è invece passato da 70 a 80 franchi. Digitec Galaxus assicura di non aver aumentato i prezzi, mentre Interdiscount e Fust mostrano promozioni temporanee senza rincari netti da gennaio, ma tutti confermano che gli svizzeri stanno acquistando modelli più costosi. “Investono deliberatamente in apparecchi più performanti che utilizzeranno per anni”, osserva Heller. Negli ultimi tre anni, la quota di mercato dei climatizzatori split mobili è triplicata, passando dal 5% nel 2024 al 16% attuale. “Questi apparecchi hanno rendimenti migliori dei monoblocchi classici, ma costano di più”.

Non si tratta più di rispondere a uno stress termico con acquisti compulsivi a ogni picco di calore, ma di un vero cambiamento del comportamento d’acquisto, chiosa da parte sua Marlyne Sahakian, sociologa dell’università di Ginevra. Un’evoluzione che, secondo Meier Tobler, è influenzata anche da altri fattori: “I prezzi delle materie prime, dell’energia e della logistica influenzano più delle temperature”. Il gruppo ha segnalato “una pressione sui prezzi e sui margini, perché i costi del personale, dei materiali e dei veicoli si scontrano con una sensibilità dei clienti ai prezzi ancora elevata”.

La tendenza verso la climatizzazione è europea. Secondo gli osservatori il trend dovrebbe aumentare il tasso di penetrazione dei condizionatori in Svizzera, attualmente fermo a un basso 5-10% degli alloggi, contro il 90% degli Stati Uniti. Il caldo, insomma, si sta trasformando da emergenza stagionale a nuovo parametro di vita quotidiana.

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