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Ogi su Crans-Montana: “dolore immenso, serve fondo da 200 milioni”

Keystone-SDA

"I miei pensieri e quelli di mia moglie Katrin sono costantemente rivolti alle vittime, ai parenti, ai soccorritori: è una tragedia".

(Keystone-ATS) Con queste parole l’ex consigliere federale Adolf Ogi commenta l’incendio di Crans-Montana (VS) e lancia un appello per un fondo di sostegno da 200 milioni di franchi.

In dichiarazioni rilasciate al Blick l’83enne rivela di essere stato personalmente toccato dalla sciagura attraverso la figlia Caroline e il genero Sylvain, ristoratori a Montana, che hanno aiutato due giovani ospiti rimasti coinvolti nel rogo. “È incredibile quale dramma sia successo”, afferma. Il giorno dopo la tragedia si è recato sul posto: “L’intero villaggio è traumatizzato, tutti sono colpiti dalla disgrazia, hanno perso qualcuno, hanno aiutato in prima persona o conoscono persone la cui vita è cambiata per sempre”.

Secondo il quotidiano, proprio l’esperienza del lutto personale – il figlio Mathias è morto di cancro nel 2009 – rende la sua voce particolarmente autorevole quando parla di sostegno ai familiari. “Parlare, esserci, ascoltare, condividere i ricordi”, è il suo consiglio. “La disperazione dei genitori è smisurata”, dice l’ex ministro dei trasporti (1988-1995) e della difesa (1996-2000).

Oltre al conforto umano, Ogi chiede azioni concrete e immediate, citando il preambolo della Costituzione federale: “La forza del popolo si commisura al benessere dei più deboli dei suoi membri”. “Siamo moralmente obbligati a fornire aiuto finanziario rapidamente e in modo non burocratico”, dichiara. Propone la creazione di un fondo, alimentato da Confederazione, canton Vallese e comune di Crans-Montana, sul modello di quanto fatto dopo l’attentato di Luxor, nel 1997. “Duecento milioni sono sicuramente necessari, questa somma deve essere raccolta”. Il denaro, però, non basta: “Deve essere accompagnato dall’assunzione di responsabilità e da scuse, al di là delle questioni legali”.

L’ex politico UDC auspica anche un’inchiesta giudiziaria “completa, imparziale e senza lacune”, ma invita a interrompere gli attacchi contro il cantone. “La critica al canton Vallese, la gogna pubblica, la trovo fuori luogo: dobbiamo lasciare lavorare la giustizia”. Sottolinea invece l’efficienza della catena di soccorso e la solidarietà emersa in tutto il paese. “La catastrofe ha scosso l’intera nazione nelle sue fondamenta. Siamo arrivati a un punto zero”. Da qui, però, trae una speranza: “La solidarietà che ho visto e vissuto il giorno del lutto nazionale mi ha profondamente toccato. Questo negli ultimi anni non c’era mai stato. La compassione della popolazione mostra la vera forza del nostro paese”. È questa comunità ritrovata, conclude, che può sostenere chi è stato colpito nel vivo: “Ed è ciò che sostiene tutti coloro che non potranno mai superare un lutto personale, ma che nonostante tutto vogliono e devono andare avanti”.

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