La televisione svizzera per l’Italia

Oggi si vota: scrutinio su media, matrimonio, denaro e clima

Keystone-SDA

Il popolo svizzero si esprime oggi su quattro oggetti federali: la riduzione della tassa radio-tv a 200 franchi annui, l'introduzione dell'imposizione individuale per le coppie sposate, il mantenimento del contante e la creazione di un fondo per il clima.

(Keystone-ATS) L’iniziativa popolare “200 franchi bastano!” (iniziativa SSR), sostenuta dall’UDC, dall’Unione svizzera delle arti e mestieri (Usam) e dai Giovani PLR ha nel mirino il canone radiotelevisivo. Essa intende ridurre la tassa da 335 a 200 franchi all’anno. Denunciando un ammontare “più elevato al mondo”, i promotori del testo ritengono che la popolazione debba disporre di “più denaro per vivere”.

Garantire il servizio pubblico

Ritengono inoltre “ingiusto” che le aziende paghino il canone quando non possono né ascoltare la radio né guardare la televisione e dato che tutti i dipendenti e i datori di lavoro pagano già l’importo nella loro economia domestica. Chiedono inoltre che la SSR si concentri nuovamente sulla sua missione principale, ovvero fornire un “servizio indispensabile alla collettività”.

Il Consiglio federale, il Parlamento e gran parte del mondo politico, economico e civile respingono l’iniziativa, temendo tagli drastici ai programmi, perdita di qualità dell’informazione, indebolimento della coesione nazionale (soprattutto con le offerte in quattro lingue) e un possibile aumento dei costi per abbonamenti e streaming.

Il controprogetto del Consiglio federale prevede una riduzione graduale a 300 franchi entro il 2029. Secondo i sondaggi l’iniziativa dovrebbe essere respinta, ma l’esito è ancora incerto.

Tassazione separata dei coniugi

La riforma dell’imposizione individuale, che prevede la tassazione separata per coniugi e conviventi (due dichiarazioni distinte), è contestata da due referendum. I sostenitori la considerano la più importante riforma per l’uguaglianza da decenni: eliminerebbe la penalizzazione del matrimonio, favorirebbe il lavoro femminile (spesso con redditi più bassi) e migliorerebbe le prestazioni previdenziali. Circa la metà dei contribuenti pagherebbe meno, il 14% di più e il 36% resterebbe invariato.

Gli oppositori, soprattutto gli ambienti conservatori, temono nuove disuguaglianze e ritengono che il 78% degli sgravi andrebbe ai 16% delle famiglie più ricche, attaccando il modello familiare tradizionale. I sondaggi indicano un voto molto combattuto.

Denaro contante e clima

L’iniziativa “Il denaro contante è libertà”, lanciata dal Movimento svizzero per la libertà in reazione all’aumento dei pagamenti digitali, e il controprogetto diretto del Consiglio federale puntano entrambi a garantire costituzionalmente il contante. Se entrambi passeranno, i votanti dovranno indicare la preferenza tramite domanda sussidiaria (meccanismo non usato dal 2010). Entrambe le proposte godono di ampio favore popolare secondo i sondaggi.

Infine, l’iniziativa “per una politica energetica e climatica equa: investire per la prosperità, il lavoro e l’ambiente (Iniziativa per un fondo per il clima)” chiede che la Confederazione impegni una quantità significativamente maggiore di risorse finanziarie per raggiungere il saldo netto pari a zero entro il 2050.

Sono previsti investimenti annui dallo 0,5 all’1% del PIL svizzero, ovvero tra i 4 e gli 8 miliardi di franchi. Il testo sostenuto dalla sinistra ha poche possibilità di essere approvato. Il campo borghese, sostenuto dal settore economico, ritiene che il progetto superi di gran lunga le capacità finanziarie della Confederazione. I sondaggi danno il progetto come largamente bocciato.

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