La televisione svizzera per l’Italia

Obama inaugura il suo centro presidenziale e ignora Trump

Keystone-SDA

Tre ex presidenti, due ex premier stranieri ed una sfilata di star del mondo della musica hanno reso omaggio a Barack Obama nel giorno dell'inaugurazione della sua biblioteca a Chicago.

(Keystone-ATS) Snobbato l’attuale presidente Donald Trump che ha insultato il centro più volte sulle reti sociali paragonandolo ad una discarica. E che ha incrementato gli attacchi al suo predecessore in queste settimane per l’accordo con l’Iran.

Dopo oltre un decennio, un’aspra battaglia legale con gli storici e lavori proceduti a rilento, ha finalmente aperto l’Obama Presidential Center che, più che un monumento all’eredità del 44esimo inquilino della Casa Bianca è un progetto per il futuro.

La festa ricca di discorsi, concerti e celebrazioni, un segno che dopo anni Obama e il suo messaggio di speranza sono ancora in grado di unire l’America e i suoi alleati in un momento in cui il paese è spaccato più che mai.

Sul palco, infatti, c’erano George W. Bush e la moglie Laura, Bill Clinton con Hillary e Joe Biden con Jill. L’ex cancelliera tedesca Angela Merkel e l’ex premier canadese Justin Trudeau. Ma anche Bruce Springsteen, Stevie Wonder, Christina Aguilera, Bono degli U2, John Legend, Eddie Vedder dei Pearl Jam e tanti altri artisti accomunati dalla fede politica e dal sostegno all’ex presidente democratico.

Presenti naturalmente anche l’ex first lady Michelle Obama e le due figlie, Sasha e Malia, sedute nel palco d’onore con gli ex commander-in-chief, dietro ad un pannello antiproiettili per motivi di sicurezza. “Hai reso la nostra famiglia e questo paese fieri”, ha detto Michelle ricordando tutte le riforme del marito, che si è commosso durante l’intervento.

Valerie Jarrett, direttrice della Obama Foundation, ha confermato che Trump non ha avuto un invito. “Se il presidente volesse venire a visitarlo, saremmo lieti di mostrargli il complesso e tutte le cose magnifiche che abbiamo da offrire, sia alle persone che vivono qui sia a quelle che arrivano da ogni parte del mondo”, ha aggiunto.

Nel suo discorso Barack Obama non ha nominato Trump, ma il suo discorso era diretto al presidente in carica. Uno dei “nostri” valori è “credere nella transizione pacifica del potere dopo che il popolo si è espresso in elezioni libere ed eque, riconoscendo che in una società vasta e ampia come la nostra, nessun gruppo riesce a imporre la propria volontà nel 100% dei casi”.

“Non abbiamo raggiunto tutto gli obiettivi che volevamo, nessuna amministrazione lo fa. Un po’ per i miei errori, un po’ perché alcune cose sono veramente difficili in una democrazia grande come la nostra, dove ognuno ha un’idea”, ha aggiunto Obama lodando la diversità degli Stati Uniti.

“Riconosco che è passato più di un decennio da quando ho lasciato” la Casa Bianca e da allora molte ci sono state guerre, la pandemia, proteste di massa e una rivoluzione tecnologica, ha aggiunto. “Per milioni di persone nel mondo e nel paese il futuro appare incerto e l’algoritmo” e la tentazione di cedere al “cinismo e alla disperazione”, ha spiegato esortando a respingere queste tentazioni e a ricordare “chi siamo e quello che possiamo fare”.

L’ex presidente ha ringraziato la sua “sweet home Chicago”, ha ringraziato i Bush e i Clinton per essere presenti. Poi si è rivolto a Joe e Jill Biden e a loro ha detto che “abbiamo iniziato come running mate e abbiamo finito per essere una famiglia. Non saremmo qui senza di voi”. Obama ha quindi ringraziato le figlie: “Malia e Sasha siete tutto per me”. E poi si è rivolto alla moglie Michelle, “mi rende sempre migliore”, prima di raccontare il suo arrivo nella città.

“Era il 1985 quando sono arrivato a Chicago, entrando nella città nell’esatto punto dove ora sorge il centro presidenziale. Avevo 23 anni, non conoscevo nessuno, ma sapevo di voler fare la differenza. È stato in questa città che ho trovato quello che stavo cercando”, ha raccontato.

Per gli abitanti di Chicago l’apertura di questo complesso museale da 850 milioni di dollari e oltre 7 ettari è stata un traguardo atteso a lungo. Era il 2015 quando il presidente Obama annunciò che il centro sarebbe sorto a nella sua città d’adozione.

“Non è soltanto una testimonianza della presidenza Obama” ha affermato Rahm Emanuel, ex capo dello staff di Obama e sindaco di Chicago nel 2015. “Per l’intera città si tratta di un investimento da un miliardo di dollari capace di generare ritorni ben superiori a tale cifra, in particolare per il South Side”, ha dichiarato Emanuel.

La fondazione dell’ex presidente, che ha finanziato il nuovo centro tramite donazioni private, ha reso noto che il museo impiegherà 250 persone e che si prevede un afflusso di un milione di visitatori l’anno. Il costo del biglietto è di 30 dollari, 26 dollari per i residenti dell’Illinois.

E nel giorno dell’inaugurazione della sua biblioteca presidenziale, Obama si è confermato di gran lunga il presidente vivente più popolare d’America. Secondo un nuovo sondaggio della CNN, infatti, l’ex inquilino della Casa Bianca gode di un giudizio positivo da parte del 57% degli americani, contro il 34% di Trump e il 30% di Biden. Più in generale, per il 30% degli americani Obama è il presidente più amato della Storia, contro il 19% di Trump, il 9% di Abraham Lincoln e il 6% John F. Kennedy.

Articoli più popolari

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR