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Nuova vendetta del tycoon, via la scorta a Kamala Harris

Keystone-SDA

Anche Kamala Harris finisce sotto la scure di Donald Trump. Il presidente americano ha infatti deciso di tagliare la scorta del Secret Service alla sua ex avversaria in campagna elettorale, nell'ultimo di una serie di colpi ai suoi nemici.

(Keystone-ATS) La protezione che spettava alla democratica in qualità di ex vice presidente era in realtà scaduta a luglio, al termine dei sei mesi previsti dalla legge. Ma Joe Biden l’aveva prorogata, in segreto, per un altro anno. The Donald, naturalmente, non ha gradito e ha deciso di annullarla, con effetto immediato. Proprio alla vigilia del tour per la presentazione del libro di memorie sulla campagna 2024, ‘107 Days’, che porterà Harris in giro per tutti i 50 Stati americani.

Fonti informate hanno riferito alla Cbs che la decisione è arrivata dopo che un’analisi della situazione non ha rilevato nulla di allarmante che giustificasse un’estensione della protezione per l’ex vice presidente. Così Harris, che aveva subito delle minacce in passato, non solo perderà la sua scorta e gli agenti di guardia nella sua residenza a Los Angeles, ma anche tutto il lavoro di intelligence volto ad identificare e prevenire possibili rischi per la sua incolumità.

Il marito Doug Emhoff, invece, non aveva più la scorta del Secret Service dal primo luglio, come previsto dalla legge. Indignati per la decisione il governatore della California Gavin Newsom e la sindaca di Los Angeles Karen Bass. “Si tratta di un altro atto di vendetta dopo una serie di ritorsioni politiche”, ha attaccato la prima cittadina, assicurando che almeno nella metropoli della California si impegnerà per mantenere al sicuro l’ex vice presidente.

D’altra parte la lista nera di Trump si allunga ogni giorno di più. Da quando è tornato alla Casa Bianca, il tycoon ha revocato la scorta ai figli di Biden, Ashley e Hunter, all’ex direttore dell’istituto nazionale di infettivologia Anthony Fauci, all’ex segretario di Stato Mike Pompeo e a John Bolton, il suo ex consigliere per la sicurezza nazionale diventato uno dei più fervidi oppositori del presidente. E per questo anche oggetto di un’inchiesta condotta dal dipartimento di Giustizia. Un altro esempio del pugno duro di Trump, oltre alle purghe, i licenziamenti e alla Guardia nazionale nelle città: le indagini contro gli avversari.

E anche in questo caso l’elenco è lungo: dal procuratore speciale Jack Smith alla procuratrice di New York Letitia James, dagli ex governatori Chris Christie a Andrew Cuomo fino ad arrivare alla governatrice della Federal Reserve Lisa Cook. Per non parlare dell’abolizione della ‘security clearance’ (la possibilità di accedere ad informazioni riservate) di Biden, Hillary Clinton, dell’ex consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan e dell’ex segretario di Stato Anthony Blinken e altri.

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