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Nucleare: permettere costruzione nuove centrali, commissione

Keystone-SDA

La costruzione di centrali nucleari in Svizzera deve essere di nuovo autorizzata.

(Keystone-ATS) Ne è convinta la Commissione dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N), per la quale l’energia nucleare deve tornare a essere un’opzione per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento a lungo termine.

Con 13 voti a 12, la CAPTE-N propone di accogliere il controprogetto indiretto del Governo all’iniziativa popolare “Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)”, che mira ad adeguare la legge federale sull’energia nucleare in modo che in Svizzera possa nuovamente essere autorizzata la costruzione di centrali nucleari, si legge in una nota odierna dei servizi parlamentari.

Con la sua decisione, la commissione afferma di voler puntare a un’apertura a tutte le tecnologie. “Considerata la necessità di un approvvigionamento energetico affidabile, a basse emissioni di CO2 e che tenga conto dei costi, la Svizzera dovrebbe lasciarsi aperte tutte le opzioni”, sostiene la maggioranza della CAPTE-N.

Per quest’ultima, anche se le fonti rinnovabili rimangono un pilastro fondamentale, è importante diversificare i vettori energetici. Se gli obiettivi di potenziamento delle rinnovabili non saranno raggiunti, dal 2050 nuove centrali nucleari potrebbero contribuire alla sicurezza dell’approvvigionamento, prosegue la nota.

Minoranze evidenziano diverse criticità

Una minoranza propone di non entrare in materia poiché, a suo parere, il progetto causerebbe incertezza pianificatoria nell’ambito dello sviluppo dell’elettricità verde e sarebbe legato a notevoli rischi finanziari.

Rammenta inoltre che va rispettata la volontà popolare, espressa nella votazione del 2017 sull’attuazione della Strategia energetica 2050. Sempre secondo la minoranza, la costruzione di nuove centrali nucleari comporterebbe inoltre rischi elevati per la sicurezza e aggraverebbe il problema di dove depositare le scorie radioattive.

Quattro minoranze propongono il rinvio del progetto al Consiglio federale. Una, sconfitta con 12 voti contro 13, chiede all’Esecutivo di fare chiarezza sulle ripercussioni finanziarie di eventuali nuove centrali nucleari, in particolare per i conti pubblici.

Con 13 voti contro 12 la Commissione si oppone anche ad autorizzare solamente centrali nucleari di quarta generazione, in quanto ciò limiterebbe l’apertura tecnologica. Con lo stesso scarto, la Commissione si oppone, parimenti, all’obbligo per nuove centrali nucleari di dimostrare una protezione completa contro gli attacchi.

Bocciare iniziativa

Con 15 voti contro 9, la Commissione raccomanda infine di respingere l’iniziativa popolare Stop al blackout. Essa vuole sancire nella Costituzione la possibilità di permettere tutti i tipi di produzione di energia rispettosi del clima. A suo avviso, il controprogetto indiretto è il modo migliore per abolire il divieto di costruire nuovi impianti di questo tipo.

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