Novartis: risultati in netto calo nel primo trimestre
Novartis ha registrato un calo dell'utile netto del 13% nel primo trimestre: attestatosi a circa 3,2 miliardi di dollari (2,5 miliardi di franchi), è stato frenato in particolare dalla concorrenza dei farmaci generici nei confronti di Entresto.
(Keystone-ATS) Il fatturato è risultato in flessione dell’1% rispetto al primo trimestre del 2025, a 13,1 miliardi di dollari, con le vendite di questo farmaco contro l’insufficienza cardiaca che sono crollate del 42%, indica un comunicato diramato stamani dal colosso farmaceutico renano. A tassi di cambio costanti, il giro d’affari è diminuito del 5%. A titolo di confronto, nell’ultimo trimestre del 2025 i ricavi erano ancora aumentati dell’1% e nel terzo trimestre dell’8%.
Gli analisti interrogati dall’agenzia di stampa economico finanziaria AWP avevano in media previsto un fatturato di 13,4 miliardi di dollari.
Per quanto riguarda l’utile operativo, Novartis ha registrato un calo del 9%, a 4,2 miliardi.
Contrazione del fatturato come previsto
In una conferenza telefonica, il direttore generale (Ceo) Vas Narasimhan si dice comunque ottimista riguardo alle prospettive a medio termine. “A partire dal terzo trimestre potremo riesaminare più nel dettaglio le nostre attuali previsioni, poiché è in quel momento che attendiamo i dati relativi ai principali farmaci candidati della nostra pipeline”, ha affermato.
Quanto a Entresto, il Ceo e il direttore finanziario (Cfo) Mulkul Mehta hanno sostenuto che “tutto sta procedendo come previsto”. “È sempre stato chiaro che questo primo trimestre sarebbe stato particolarmente segnato”, ha ricordato Mehta.
Narasimhan ha insistito sui nuovi trattamenti e il lancio di nuovi prodotti, sostenendo che il gruppo è “sulla buona strada” per raggiungere i propri obiettivi annuali. Per quest’anno Novartis punta ancora su “una crescita a una cifra bassa” delle vendite.
Il gruppo basilese deve affrontare un’ondata di scadenze dei brevetti relativi a terapie fondamentali, ma punta sui suoi nuovi farmaci, come Kesimpta (per la cura della sclerosi multipla) o Pluvicto (cancro alla prostata), per sostenere la propria crescita.
Ieri Novartis ha annunciato di aver ottenuto l’omologazione nell’Unione europea di un farmaco contro l’orticaria cronica spontanea, commercializzato con il nome di Rhapsido. Il medicinale era già stato autorizzato alla fine di settembre negli Stati Uniti.
Per ampliare il proprio portafoglio di farmaci in fase di sviluppo, il gruppo ha inoltre effettuato numerose acquisizioni. Alla fine di febbraio ha concluso quella dell’azienda californiana Avidity Biosciences per circa dodici miliardi di dollari, il che dovrebbe consentirle di rafforzare la propria posizione nel settore delle malattie neuromuscolari genetiche.
Attenzione rivolta a regolamentazione europea
La fissazione dei prezzi negli Stati Uniti e in Europa ha costituito un altro tema importante della conferenza telefonica. Secondo il direttore generale, i governi dei paesi dell’UE dovrebbero cercare “soluzioni in materia di rimborso” che garantiscano una “valorizzazione adeguata” delle innovazioni.
Al contrario, “gli Stati Uniti e la Cina stanno creando un contesto favorevole all’innovazione”, ha aggiunto. Narasimhan si è inoltre detto molto deluso dai piani di austerità del governo tedesco, sui quali è attesa una decisione oggi. “È un segnale negativo”.
Alle 10.52, il titolo Novartis fa segnare un calo significativo del 2,59%. L’andamento delle azioni del gruppo incidono sull’intero indice dei valori guida (SMI), che perde lo 0,57%. Gli osservatori del mercato sottolineano al contempo l’ottima performance delle azioni di Novartis negli ultimi due anni.