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Nestlé cede comparto vitamine, incassa 1 miliardo di dollari

Keystone-SDA

Nestlé prosegue la riorganizzazione del suo portafoglio e cede il comparto mainstream di vitamine, minerali e integratori alimentari (Vitamins, Minerals and Supplements, VMS), per concentrarsi sul segmento premium dello stesso settore.

(Keystone-ATS) La multinazionale alimentare ha annunciato ieri sera di aver raggiunto un accordo con la società di private equity americana Yellow Wood Partners per la vendita di tale divisione a fronte di un corrispettivo di 1,0 miliardi di dollari.

L’operazione include marchi noti come Nature’s Bounty, Osteo Bi-Flex, Ester-C, Gard, Nuun, Puritan’s Pride e Sisu, insieme ai relativi stabilimenti produttivi, imballaggio, magazzinaggio e centri di distribuzione. La chiusura della transazione è subordinata alle consuete approvazioni normative ed è prevista per la prima metà del 2027.

L’attività ceduta rappresenta un giro d’affari non trascurabile: nel 2025 Nestlé ha realizzato con questi prodotti un fatturato di 1,2 miliardi di dollari (1,0 miliardi di franchi). Sebbene il principale mercato siano gli Stati Uniti, i marchi sono distribuiti anche in numerosi altri paesi, a partire dal Canada e dalla Cina. Stando alla società l’evoluzione del comparto richiede ora un approccio diverso, che un nuovo proprietario con un focus specifico potrà garantire meglio.

“Questa cessione rappresenta un ulteriore passo fondamentale nella trasformazione strategica del nostro portafoglio”, afferma il CEO Philipp Navratil, citato in un comunicato. “In futuro concentreremo le nostre risorse sui settori in cui possiamo vantare i maggiori vantaggi competitivi”.

Grazie alla capacità innovativa e alla forte gestione del marchio, Nestlé si dice ben posizionata per crescere ulteriormente nel segmento premium con prodotti VMS scientificamente fondati. In quest’area, argomenta l’azienda, prodotti come Solgar e Pure Encapsulations registrano performance particolarmente solide.

La cessione fa seguito ad altre recenti dismissioni, come la vendita parziale delle attività europee delle acque e la separazione dalla catena di caffè premium Blue Bottle, avvenuta in primavera. Con questa operazione Nestlé conferma quindi la propria strategia di alleggerimento del portafoglio per puntare su nicchie ad alto valore aggiunto.

Per conoscere la reazione della borsa alla novità bisogna attendere l’apertura del mercato alle 09.00. L’azione Nestlé dall’inizio di gennaio ha guadagnato il 3% e positiva è anche la performance su dodici mesi (+5%), mentre sull’arco di cinque anni il corso è sceso del 32%.

Nestlé è un colosso che vende prodotti in 185 nazioni con 335 fabbriche in 75 paesi e un organico di 271’000 dipendenti. L’esercizio 2025 si è chiuso con un fatturato di 89,5 miliardi di franchi e un utile netto di 9,0 miliardi. Il gruppo ha origini che risalgono all’Ottocento e porta il nome di un farmacista e imprenditore tedesco naturalizzato svizzero, Heinrich (Henri) Nestlé (1814-1890), che nel 1866 inventò un alimento specifico per i bambini che non potevano essere allattati al seno: la farina lattea. Nescafé – altro articolo faro del gruppo – venne lanciato nel 1938.

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