Nestlé: presidente Isla ad azionisti, “serve cambiamento culturale”
Nestlé ha bisogno di un ampio riorientamento e di un cambiamento culturale.
(Keystone-ATS) Lo ha detto il nuovo presidente del consiglio di amministrazione (Cda) Pablo Isla nel suo primo discorso agli azionisti del colosso alimentare, in occasione dell’assemblea generale della società svoltasi oggi a Losanna.
L’obiettivo è costruire un’azienda “più lineare, più veloce, più competitiva e più innovativa”, ha dichiarato il 62enne, stando al testo scritto del suo discorso. Per raggiungere questo scopo, il gruppo si concentrerà sui “settori di attività più forti: marchi, innovazioni e pilastri di crescita”. Verrà nel contempo sviluppato in modo mirato il marketing e la ricerca.
“Le nostre misure stanno mostrando i primi risultati: laddove abbiamo rafforzato la nostra attenzione abbiamo registrato una crescita e abbiamo guadagnato quote di mercato”, ha sostenuto l’ex CEO di Inditex, multinazionale spagnola dell’abbigliamento che controlla marchi come Zara.
Nestlé vuole anche semplificare notevolmente l’organizzazione. I percorsi decisionali saranno accorciati e le responsabilità definite più chiaramente, per accelerare l’attuazione delle decisioni. Isla intende anche snellire la dirigenza. Il consiglio di amministrazione “intensificherà” la propria supervisione e adatterà le strutture per creare maggiore “chiarezza, trasparenza e responsabilità”.
Parallelamente, l’imprenditore dal 2018 in forza al Cda di Nestlé punta a un cambiamento culturale. I dipendenti dovranno essere maggiormente coinvolti e responsabilizzati: “attraverso dati, strumenti digitali, formazione”. L’obiettivo generale del nuovo presidente è accelerare la trasformazione e riportare Nestlé su un percorso di crescita stabile a lungo termine.
Entrato in carica nell’ottobre 2025 come successore di Paul Bulcke, Isla è il primo presidente di Nestlé da decenni a non aver mai ricoperto in precedenza il ruolo di CEO all’interno del gruppo. Durante il suo operato presso Inditex – dal 2005 al 2022, prima come guida operativa, poi come presidente del Cda – il fatturato dell’impresa iberica è salito da circa 7 a circa 28 miliardi di euro, mentre il corso delle azioni è aumentato di otto volte. Isla appare raramente in pubblico e durante il suo periodo presso Inditex non ha mai concesso interviste.
Oggi in borsa l’azione Nestlé marcia sul posto, ricalcando quasi perfettamente l’andamento dell’indice SMI. Dall’inizio dell’anno il valore ha guadagnato il 3%, ma negative rimangono le performance sull’arco di 12 mesi (-10%) e di un lustro (-28%).
Il nuovo presidente del Cda di Nestlé pensa quindi al futuro, ma la società ha anche un importante passato. Ha infatti origini che risalgono all’Ottocento e porta il nome di un farmacista e imprenditore tedesco naturalizzato svizzero, Heinrich (Henri) Nestlé (1814-1890), che nel 1866 inventò un alimento specifico per i bambini che non potevano essere allattati al seno: la farina lattea. Nescafé – altro articolo faro del gruppo – venne lanciato nel 1938. Lo sviluppo nel corso dei decenni ha fatto dell’azienda una grande multinazionale del settore alimentare e non solo di quello: il gruppo è un colosso che vende prodotti in 185 nazioni con 335 fabbriche in 75 paesi e un organico di 271’000 dipendenti. L’esercizio 2025 si è chiuso con un fatturato di 89,5 miliardi di franchi e un utile netto di 9,0 miliardi.