Nestlé: in Russia sono in gioco miliardi di franchi
L'amministrazione controllata delle attività in Russia di Nestlé interessa un patrimonio considerevole.
(Keystone-ATS) Secondo una stima dell’analista di settore russo Michail Burmistrov, resa nota nell’ambito di un’intervista pubblicata in agosto dal quotidiano economico moscovita Kommersant, il valore delle attività della multinazionale elvetica, inclusi beni, marchi e ricavi, è compreso tra 160 e 175 miliardi di rubli, cioè circa 1,5-1,7 miliardi di franchi.
Nel paese di Vladimir Putin il colosso alimentare possiede sei stabilimenti, dove produce tra l’altro caffè, dolciumi, alimenti per l’infanzia e cibo per animali. Nel 2022, dopo l’attacco russo all’Ucraina, il gruppo aveva ridotto gli investimenti e le esportazioni dalla Russia, anche a causa delle sanzioni internazionali, concentrando la propria offerta sui generi alimentari di prima necessità.
Di conseguenza è diminuita anche l’importanza della Russia per l’intero gruppo. Nel 2021 la nazione rappresentava ancora il 2% del fatturato di Nestlé: secondo l’esperto Jean-Philippe Bertschy della banca elvetica Vontobel questo è stato l’ultimo dato reso noto dalla società. Nel frattempo la quota dovrebbe attestarsi a poco più dell’1%, stima lo specialista in un commento pubblicato oggi. Nel 2025 Nestlé ha realizzato un fatturato globale di 89,5 miliardi di franchi.
Non è ancora chiaro quale potrebbe essere l’entità effettiva di un eventuale danno finanziario derivante dall’amministrazione controllata (gerenza coatta, nella terminologia giuridica elvetica). Data la modesta quota di fatturato Bertschy prevede solo ripercussioni finanziarie complessivamente limitate. A suo avviso i principali rischi finanziari riguardano ora il valore dei beni interessati e le condizioni di un’eventuale cessione. Esiste infatti il rischio di una svalutazione o di una vendita a condizioni sfavorevoli.