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Nestlé: cala il fatturato nel primo trimestre

Keystone-SDA

Nestlé registra un netto calo delle vendite nel primo trimestre dell'anno, pur mostrando una crescita organica e dei volumi superiori alle attese del mercato. Il gruppo alimentare con sede a Vevey ha inoltre confermato le proprie previsioni per l'intero esercizio.

(Keystone-ATS) Nei primi tre mesi, il fatturato si è attestato a 21,32 miliardi di franchi svizzeri, in flessione del 5,7% su base annua, secondo quanto comunicato oggi dalla multinazionale. In controtendenza, la crescita organica ha raggiunto il 3,5%, mentre la crescita interna reale (RIG), indicatore che misura l’andamento dei volumi, si è fissata all’1,2%.

I risultati hanno superato le aspettative degli analisti interpellati dall’agenzia economica AWP, che stimavano ricavi per 21,25 miliardi di franchi, una crescita organica del 2,5% e una RIG limitata allo 0,2%.

L’effetto dell’adeguamento dei prezzi ha contribuito per il 2,3%, mentre l’impatto negativo dei tassi di cambio ha inciso per il 9,3%. I richiami di latte infantile contaminato hanno sottratto 90 punti base sia alla crescita organica sia alla crescita interna reale, precisa il gruppo.

Per l’intero anno, Nestlé conferma gli obiettivi: una crescita organica compresa tra il 3% e il 4%, accompagnata da un’accelerazione della crescita interna reale rispetto al 2025. Le stime includono un impatto negativo di circa 20 punti base legato ai richiami del latte infantile.

Sul fronte della redditività, la multinazionale prevede un rafforzamento della margine operativo UTOP (Underlying Trading Operating Profit) nella seconda metà dell’anno, con un livello superiore a quello registrato nel 2025. Il flusso di cassa dovrebbe raggiungere almeno i 9 miliardi di franchi, mentre i costi dovrebbero rimanere stabili intorno a 1,5 miliardi.

Nel medio termine, Nestlé continua a puntare a una crescita organica di almeno il 4% “in condizioni di mercato normali”, con un margine operativo UTOP previsto pari ad almeno il 17%.

Latte neonati: “normalizzazione” entro fine anno

Nestlé ha anche annunciato che il richiamo del latte per neonati contaminato dalla cereulide è terminato. La disponibilità dei prodotti è “tornata normale” nel corso di aprile.

Nel primo trimestre, il massiccio richiamo ha fatto erodere di 90 punti base la crescita organica del gruppo, è stato comunicato a margine della presentazione dei risultati trimestrali. La categoria nutrizione, alla quale appartiene il prodotto, ha fatto registrare un calo in termini organici del 3,9%, col fatturato che è passato da 4,64 miliardi a 3,98 miliardi su base annua.

Restano da valutare le ripercussioni sulla fiducia dei consumatori. La direttrice finanziaria (CFO), Anna Manz, ha detto ai media – in una breve conferenza telefonica – che “si vedono già i primi segni di miglioramento” e ci si aspetta “un ritorno completo alla normalità entro fine anno”.

Il CEO Philipp Navratil, entrato in carica lo scorso settembre, ha dal canto suo indicato di non aver ancora preso decisioni su un’eventuale azione giuridica contro il fornitore cinese da cui è scaturita la contaminazione.

Come noto, la contaminazione aveva costretto Nestlé al richiamo dei preparati per bebè in una sessantina di Paesi. Hanno seguito realtà come Hochdorf e Danone.

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