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Negoziatori pessimisti su riapertura Hormuz

Keystone-SDA

I negoziatori sono pessimisti sulla possibilità che l'Iran ceda alla richiesta di Donald Trump di riaprire lo Stretto di Hormuz prima della scadenza fissata dal presidente, aprendo di fatto la strada ai bombardamenti americani alle infrastrutture energetiche iraniane.

(Keystone-ATS) È l’analisi del Wall Street Journal dopo che l’Iran ha respinto il piano americano e lanciato una controproposta in 10 punti.

Secondo quanto riporta il quotidiano, citando alcune fonti, i bombardieri B-2 hanno sganciato bombe ‘bunker buster’ da migliaia di chilogrammi su un complesso sotterraneo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, mentre nella notte quattro missili balistici sono stati intercettati e distrutti dall’Arabia Saudita.

Tutto ciò mentre secondo un memorandum diplomatico “Mojtaba Khamenei è in stato di incoscienza e sta ricevendo cure mediche nella città di Qom”.

Intanto il Pentagono sta ampliando l’elenco dei siti energetici iraniani che potrebbe colpire, includendovi strutture che forniscono energia e carburante sia ai civili sia alle forze armate, in quella che è ritenuta una via per aggirare le eventuali accuse di crimini di guerra. La convenzione di Ginevra concede un margine di manovra quando i siti oggetto di attacchi sono usati sia dai civili sia dai militari. Al Pentagono è in corso un dibattito su dove tracciare la linea fra gli obiettivi militari e quelli civili, come ad esempio gli impianti di desalinizzazione che possono essere considerati bersagli perché anche le forze militari necessitano di acqua potabile.

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