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Mosca: con sanzioni europee a Iran rischio altra tragedia

Keystone-SDA

La Russia ha invitato i Paesi del gruppo E3 (Francia, Germania e Gran Bretagna) a rinunciare a reimporre sanzioni all'Iran per il suo programma nucleare prima che "portino a un'altra tragedia". Lo afferma il ministero degli Esteri di Mosca, citato dall'agenzia Tass.

(Keystone-ATS) Il tentativo di attivare il meccanismo di snapbck, che imporrebbe nuovamente sanzioni a Teheran, rischia di minare seriamente i tentativi di trovare soluzioni alla questione nucleare attraverso i negoziati, aggiunge la diplomazia russa.

I tentativi dei tre Paesi europei di reintrodurre le sanzioni sono “un fattore destabilizzante”, mentre la Russia ritiene che sia “importante prevenire una nuova escalation sul programma nucleare iraniano”, afferma in una nota il ministero degli Esteri. “Li invitiamo a tornare in sé e riconsiderare la loro decisione errata prima che essa porti a conseguenze irreparabili e a una nuova tragedia”, afferma ancora la diplomazia russa, ricordando l’attacco israeliano e americano del giugno scorso alla Repubblica islamica.

Iran risponderà

L’Iran ha dal canto suo promesso di rispondere “in modo appropriato” alla nuova imposizione di sanzioni Onu, dopo che i firmatari dell’accordo sul nucleare iraniano del 2015 hanno avviato il processo di 30 giorni per reintrodurre le misure, che erano state revocate con il patto nucleare di dieci anni fa.

“La Repubblica islamica dell’Iran risponderà in modo appropriato a questa misura illegale e ingiustificata da parte dei tre paesi europei per proteggere i propri diritti e interessi nazionali”, ha affermato il capo della Diplomazia di Teheran, Abbas Araghchi, durante una telefonata con l’alta rappresentante della politica estera dell’Unione europea (Ue), Kaja Kallas, riferisce Mehr.

“Il Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell’Iran respinge categoricamente e condanna con la massima fermezza la dichiarazione illegale di Francia, Germania e Regno Unito (E3) al Consiglio di Sicurezza in merito alla Risoluzione 2231 (2015). Questa azione ingiustificata, contraria al Meccanismo di Risoluzione delle Controversie (DRM) del Piano d’Azione Congiunto Globale (Jcpoa), costituisce un tentativo illegale e ingiustificato di ripristinare le risoluzioni abrogate ed è chiaramente in contraddizione con la Risoluzione 2231 (2015)”, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri iraniano.

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