Momenti storici: un legame speciale tra Svizzera e Cina di Mao
Cinquanta anni fa, il 9 settembre 1976, moriva l'ex capo dello Stato della Repubblica Popolare Cinese Mao Zedong. Fino ad oggi Mao è oggetto di venerazione. Anche in Svizzera la "maomania" contagiò una parte della popolazione.
(Keystone-ATS) Alla manifestazione del primo maggio 1973 a Zurigo, molti giovani sventolavano in aria non solo cartelli, ma anche ritratti di Mao. Tre anni prima della sua morte e nel bel mezzo della Rivoluzione culturale, la sua filosofia trovò anche sostenitori in Svizzera. In quel periodo anche per il gruppo “Amicizia con la Cina” si raggiunse il picco di adesioni. Ufficialmente apolitici, questi “gruppi di amicizia” cercavano, attraverso la cultura cinese, di suscitare l’entusiasmo per le idee di Mao in diversi strati della popolazione piuttosto critici.
Tutto iniziò con un telegramma
La Svizzera ufficiale intratteneva già da tempo rapporti diplomatici con la Repubblica Popolare Cinese sotto Mao. In un telegramma indirizzato al Grande Timoniere, datato 17 gennaio 1950, l’allora presidente della Confederazione Max Petitpierre (PLR) esprimeva la volontà della Confederazione di collaborare con la Cina. La Svizzera fu così uno dei primi paesi occidentali a riconoscere la Repubblica Popolare Cinese come nuovo Stato.
Mao, però, non mise mai piede sul suolo elvetico durante il suo mandato. Secondo il Dizionario storico della Svizzera, tuttavia, nel 1961 il vice primo ministro cinese Chen Yi visitò Ginevra e Berna. L’ex consigliere federale Petitpierre, dal canto suo, nel 1973 si recò a Pechino, dove fu ricevuto dal primo ministro Zhou Enlai.
Diplomazia nonostante le divergenze
Anche 76 anni dopo lo storico telegramma di Petitpierre esistono ancora rapporti bilaterali tra la Svizzera e la Cina. Questi sono ancora caratterizzati da apertura e rispetto reciproco, nonostante i diversi sistemi politici, sociali ed economici, come sottolineato dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) nel 2020 in occasione dei 70 anni di relazioni diplomatiche.
Il primo luglio 2014 i due Paesi hanno sottoscritto un accordo di libero scambio, uno dei primi trattati di questo genere firmati da una nazione occidentale con Pechino. Lo scorso 20 agosto Svizzera e Cina hanno concluso i negoziati per l’ottimizzazione e l’ampliamento dell’intesa: il nuovo testo estende l’esenzione dai dazi doganali al 99,8% delle esportazioni elvetiche e rafforza la cooperazione in ambiti quali gli investimenti, il commercio digitale e la sostenibilità ambientale e lavorativa.