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Molestava minori sui treni regionali, condannato a oltre 3 anni

Keystone-SDA

Il tribunale d'appello del canton Zurigo ha condannato a 3 anni e 2 mesi di reclusione un uomo di 63 anni riconosciuto colpevole di aver molestato sessualmente numerosi adolescenti sui treni regionali.

(Keystone-ATS) La sentenza prevede però un percorso obbligatorio di terapia per disturbi sessuali, da seguire prima dell’effettivo ingresso in carcere.

L’uomo, di nazionalità tamil, è stato giudicato colpevole di coazione sessuale, atti sessuale con fanciulli e molestie sessuali. La sua tecnica era sempre la stessa: sui treni della tratta Zurigo-Olten o Zurigo-Aarau sceglieva giovani maschi che viaggiavano da soli, si sedeva accanto a loro e copriva il proprio grembo – e di conseguenza anche quello del ragazzo – con una giacca. Sotto questo riparo procedeva poi a toccare le parti intime delle vittime.

La particolarità della condanna risiede nella sua esecuzione: la pena è stata sospesa a favore di una misura stazionaria. L’imputato dovrà quindi sottoporsi per due anni a un trattamento terapeutico per il suo disturbo in una struttura specializzata; solo al termine di questo percorso inizierà a scontare la pena. Completata la detenzione, scatterà inoltre un provvedimento di espulsione dalla Svizzera, con un divieto di rientro di 5 anni.

Durante il processo l’imputato ha ammesso di “avere occasionalmente voglia di toccare giovani uomini”. Per impedire ulteriori aggressioni ora sarebbe disposto anche ad assumere farmaci che inibiscono il suo desiderio sessuale. L’uomo ha pure riconosciuto che molte persone hanno sofferto a causa di questi episodi: “le vittime, i miei tre figli, mia moglie”.

Il 63enne si è anche mostrato disponibile a seguire una terapia. I tentativi precedenti avevano però dato scarsi risultati: l’uomo ha infatti già tre precedenti penali per una serie di abusi identici ed è tornato a delinquere durante il periodo di prova. Il suo avvocato ha criticato questi precedenti tentativi di terapia perché non era presente alcun interprete per il suo assistito. Inoltre – ha fatto notare il legale – il problema sussiste solo quando il suo cliente viaggia in treno. L’avvocato avrebbe ritenuto adeguata una terapia ambulatoriale seguita da una pena detentiva di 20 mesi, senza l’espulsione dal territorio nazionale. È ancora possibile un ricorso al Tribunale federale.

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