Migros intende accorpare dieci cooperative
Migros intende accorpare le dieci cooperative regionali con la Federazione delle cooperative Migros (MGB) per formare un'unica entità. I soci saranno chiamati ad esprimersi su questa fusione a metà 2027.
(Keystone-ATS) È anche previsto che Mario Irminger, presidente della direzione generale di Migros, e il responsabile di Migros Supermercati SA, Peter Diethelm, lascino il loro posto. La fusione dovrebbe avere conseguenze per il personale amministrativo, ma non per i collaboratori attivi nei supermercati.
Grazie alla decisione comunicata oggi, il gruppo attivo nel commercio al dettaglio intende semplificare le proprie complesse strutture dirigenziali.
I consigli di amministrazione (Cda) di tutte e dieci le cooperative regionali e della MGB hanno approvato all’unanimità il progetto, stando a una nota di Migros. I 2,3 milioni di soci, mediante una consultazione, dovranno decidere in merito a metà dell’anno prossimo. In ciascuna delle dieci cooperative regionali è richiesta una maggioranza dei due terzi.
La nuova cooperativa di gruppo costituirà l’organizzazione ombrello delle sette unità operative che continueranno a lavorare in modo autonomo. Tra queste figurano, oltre a Migros Supermercati, anche Denner, Digitec Galaxus e la Banca Migros. In futuro, l’attività dei supermercati sarà gestita a livello nazionale da un unico soggetto.
Ticino, autonomia regionale preservata
Il presidente del Cda di Migros Ticino, Gianni Roberto Rossi, ha sottolineato che la nuova struttura non intaccherà l’autonomia regionale della cooperativa in un cantone con un’identità e tradizioni di consumo locali ben definite. Rossi ha anche sottolineato che, in un di cantone di frontiera, Migros Ticino vive in modo particolarmente diretto la concorrenza con l’Italia e le ripercussioni del turismo degli acquisti.
Le attuali strutture dirigenziali regionali dovrebbero essere in gran parte sostituite. Al loro posto sono previsti sei consigli regionali, che presenteranno le richieste delle regioni ed eleggeranno i delegati per un’assemblea nazionale. Secondo Migros, il radicamento regionale e la partecipazione cooperativa dovrebbero essere mantenuti.
Secondo un articolo della “SonntagsZeitung” di due settimane fa, la riorganizzazione potrebbe comportare la soppressione di circa 3000 posti di lavoro. Il potenziale di risparmio è stimato tra i 300 e i 400 milioni di franchi all’anno. Nel suo comunicato, Migros non indica né obiettivi di risparmio concreti né il numero di posti di lavoro interessati.
Il dettagliante promette invece che nelle cooperative regionali non ci saranno licenziamenti per motivi organizzativi almeno fino alla metà del 2028. I cambiamenti riguarderebbero soprattutto l’amministrazione e la direzione. Per i collaboratori interessati si cercheranno, per quanto possibile, soluzioni di ricollocamento all’interno del gruppo.
Irminger e Diethelm si dimettono
La fusione prevista comporterà anche un cambio al vertice. Irminger e Diethelm intendono lasciare le loro cariche in occasione del referendum aziendale previsto per la metà del 2027. Al momento della loro partenza avranno entrambi 62 anni.
Sia Irmiger che Diethelm, sottolinea la nota, si sono impegnati a fondo per la nuova struttura. I loro successori dovranno essere in grado di guidare fin dall’inizio la nuova organizzazione, la cui realizzazione richiederà diversi anni. La ricerca dei loro successori è già stata avviata.
Riassetto dal 2024
Dal 2024 Migros è impegnata in una profonda riorganizzazione. Irminger ha portato a termine il più grande riassetto della sua storia. Sono state cedute le aziende in perdita o che non rientravano più nelle attività principali.
Con la vendita di catene di negozi specializzati e di altre attività come Melectronics, SportX, Micasa, Hotelplan o Mibelle, in futuro Migros si concentrerà sui settori del commercio al dettaglio, dei servizi finanziari e della salute. La ristrutturazione ha comportato la soppressione di circa 1’500 posti di lavoro su un totale di circa 100’000.
Da decenni la complessa struttura cooperativa è considerata un ostacolo a un processo decisionale più rapido. Già negli anni ’90 era fallito un tentativo di ridurre da dodici a tre il numero delle cooperative regionali. Il concorrente Coop aveva invece accorpato le proprie cooperative regionali già nel 2001.
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