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Medici sempre più anziani e sanità svizzera dipendente dall’estero

Keystone-SDA

Nella Confederazione un medico su quattro ha più di 60 anni e quasi la metà dei professionisti sanitari che operano nel Paese viene dall'estero. È quanto emerge dalla statistica pubblicata oggi dalla Federazione dei medici svizzeri (FMH), in base ai dati del 2025.

(Keystone-ATS) Stando alle cifre della FMH, l’anno scorso in Svizzera erano attivi 44’612 medici, pari a un aumento di circa il 5% rispetto al 2024. Una crescita che però non basta a compensare l’invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento della domanda di cure. L’età media dei medici si attesta a 50 anni, mentre il 25% ha già superato i 60, lasciando intravedere un’ondata imminente di pensionamenti.

A complicare il quadro vi è la forte dipendenza dall’estero. Attualmente il 43% dei professionisti attivi nel Paese ha concluso gli studi in medicina al di fuori della Svizzera.

Interpellata dall’agenzia Keystone-ATS, la FMH ha dichiarato che circa il 75% degli specialisti che hanno conseguito un diploma nel 2025, proviene da percorsi formativi esteri. Una percentuale in costante crescita negli ultimi anni. La maggior parte ha completato i propri studi nei Paesi limitrofi: Germania, Italia, Francia o Austria, ha precisato la federazione.

I numeri ritraggono un sistema sanitario elvetico non in grado di coprire autonomamente il proprio fabbisogno ed evidenziano una crescente pressione sul settore, stando alla stessa federazione, la quale mette in guardia sui rischi di carenza di personale nei prossimi anni.

La situazione appare particolarmente delicata nella medicina di base, sostiene la FMH. Nonostante una densità complessiva di medici paragonabile a quella dei Paesi vicini (4,2 equivalenti a tempo pieno ogni 1’000 abitanti), i medici di famiglia sono ancora troppo pochi: appena 0,9 per 1’000 abitanti. Inoltre, stando ai dati della federazione, un terzo degli studi medici non è più in grado di accettare nuovi pazienti.

Il problema, tuttavia, non risiede nella mancanza di interesse per la professione. Circa il 40% dei medici formati in Svizzera sceglie discipline di base, una quota stabile nel tempo. Le nuove leve che giungono dall’estero, invece, sono più spesso attive nelle specializzazioni, rendendo il sistema dipendente da queste figure anche nei settori più tecnici, deplora la FMH.

Ma, a incidere, sono anche i cambiamenti nelle condizioni di lavoro. Oggi i dottori lavorano in media 43 ore a settimana, contro le 46 di dieci anni fa. A ciò si aggiungono la pressione sui costi e il crescente carico amministrativo, che riducono il tempo da dedicare ai pazienti.

Secondo la FMH, la carenza di personale qualificato rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dell’assistenza sanitaria nella Confederazione. Quali possibili soluzioni per arginare il problema, la federazione propone l’aumento dei posti di studio in medicina – i cui effetti si vedrebbero però solo nel lungo periodo – come pure l’ampliamento della formazione in regime ambulatoriale nonché migliori condizioni di lavoro, tra cui meno burocrazia e modelli più flessibili.

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