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Media, Qatargate, mandato di arresto in Belgio per Avramopoulos

Keystone-SDA

La giustizia belga avrebbe emesso un mandato di arresto europeo nei confronti dell'ex commissario Ue Dimitris Avramopoulos, nell'ambito dell'indagine sul caso del cosiddetto Qatargate, che nel 2022 travolse il parlamento europeo. Lo riportano i media greci.

(Keystone-ATS) L’accusa nei confronti di Avramopoulos, attualmente deputato del parlamento ellenico con il partito al governo di Nea Dimokratia, sarebbe quella di partecipazione a un’organizzazione criminale, stando alle informazioni a disposizione di Kathimerini.

Le autorità belghe hanno informato quelle greche, trasmettendo la documentazione relativa al mandato che non è ancora stato eseguito, perché Avramopoulos è protetto dall’immunità parlamentare greca. Stando all’iter giudiziario previsto, il fascicolo passerà alla procura d’Appello di Atene, poi alla procura della Corte suprema e infine, tramite il ministero della Giustizia, approderà nel parlamento greco che dovrà votare la revoca dell’immunità.

Stando alle fonti di Kathimerini, le autorità belghe avrebbero convocato Avramopoulos per testimoniare nell’ambito delle indagini circa un anno fa, ma il politico greco non si sarebbe presentato. La sua mancata comparizione sarebbe uno dei fattori che hanno portato all’emissione del mandato d’arresto.

Avramopoulos è stato Commissario europeo per le migrazioni dal 2014 al 2019. L’indagine delle autorità belghe – stando alla ricostruzione della testata ellenica – verte sulla collaborazione di Avramopoulos con Fight Impunity, l’ong in difesa dei diritti umani fondata dall’ex eurodeputato italiano Antonio Panzeri, arrestato nel dicembre 2022 in relazione al presunto scandalo di corruzione del Qatargate.

Stando a quanto emerso, dopo aver lasciato la Commissione europea, Avramopoulos ha preso parte all’ong di Panzeri ricevendo un compenso mensile di 5000 euro (circa 4625 franchi). L’importo totale versato costituirebbe la base di un presunto vantaggio finanziario che è oggetto di indagine da parte delle autorità belghe. In un comunicato diffuso dai media, Avramopoulos ha ribadito la propria innocenza, spiegando che la sua partecipazione a Fight Impunity era “assolutamente legittima, approvata, dichiarata e tassata”. Il politico greco ha affermato che il “caso Fight Impunity” non lo ha mai riguardato e che “non c’è stato alcun mio coinvolgimento, diretto o indiretto, in alcuna attività illecita”. Avramopoulos ha sottolineato inoltre che non intende avvalersi della propria immunità parlamentare.

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