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Media, ‘Israele valuta risarcimenti mirati per vittime palestinesi’

Keystone-SDA

Secondo quanto appreso dal Jerusalem Post, alcuni funzionari israeliani stanno valutando la possibilità di pagare un risarcimento in un numero limitato di casi di alto profilo in cui dei palestinesi sono stati uccisi durante la guerra.

(Keystone-ATS) Lo riporta il quotidiano israeliano, in un lungo servizio-analisi che esamina questa ipotesi. L’idea, è spiegato, presenta molte somiglianze con l’accordo di risarcimento stipulato da Israele con la Turchia dopo l’incidente della flottiglia Mavi Marmara del 2010. Uno degli obiettivi sarebbe liberare Israele dalla trappola in cui si è cacciato con i suoi critici, rispetto ai crimini di guerra. Un altro obiettivo sarebbe quello di rafforzare la legittimità di Israele a livello globale.

Secondo il Jp, la formula sarebbe quella del risarcimento ‘ex gratia’, cioè volontariamente, ‘per gentilezza’ e senza che il donatore riconosca alcuna responsabilità. Per il giornale, ex funzionari e funzionari in carica hanno affermato che “a volte riconoscere che Israele non è perfetto e ammettere difetti specifici può contribuire a migliorare l’immagine dello Stato ebraico”.

“I critici più intransigenti – scrive il quotidiano – probabilmente non smetteranno di attaccare gli israeliani a prescindere da ciò che Israele farà. Ma ci sono americani, europei, canadesi, giapponesi e altri imparziali che vogliono stare dalla parte dello Stato ebraico se finalmente fornirà loro una ragione onesta e un resoconto, inclusa una sorta di resa dei conti”. Ora è il momento di fare questa mossa ex gratia, secondo molti funzionari, perché la guerra è finita circa quattro mesi fa, perché è iniziata la Fase II e perché tutti gli ostaggi sono finalmente tornati.

Se Israele pagasse pagamenti ex gratia, prosegue il ragionamento, non lo farebbe per ogni incidente avvenuto durante la guerra. Piuttosto, probabilmente selezionerebbe per i pagamenti una serie di incidenti di alto profilo come quelli, è spiegato, che hanno coinvolto ad esempio operatori umanitari o giornalisti o “incidenti di massa” con un gran numero di vittime, o anche persone “uccise per errore” mentre andavano a ritirare gli aiuti alimentari.

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