Malattie cardiache da alimentazione scorretta: milioni di morti
Ogni anno a livello planetario oltre quattro milioni di persone muoiono per malattie cardiache causate da un'alimentazione scorretta, emerge da un nuovo studio su larga scala. In Svizzera, per la stessa ragione, i decessi nel 2023 sono stati oltre 4000.
(Keystone-ATS) La maggior parte delle morti pare riconducibile a pochi fattori alimentari: un consumo insufficiente di frutta secca e semi, di cereali integrali e frutta, nonché un uso eccessivo di sale, scrivono i ricercatori in uno studio pubblicato oggi sulla rivista Nature Medicine. I ricercatori sottolineano che i loro risultati si basano su dati osservazionali e che, pertanto, non dimostrano nessi causali diretti.
Altri fattori spesso oggetto di discussione, come bevande zuccherate, acidi grassi trans o un elevato consumo di carne rossa e lavorata, avrebbero un impatto meno rilevante.
Per lo studio, un consorzio internazionale di ricercatori guidato da Min Seo Kim del Massachusetts General Hospital di Boston (USA) ha analizzato dati sanitari relativi a 204 paesi e regioni nel periodo compreso tra il 1990 e il 2023. Al progetto hanno partecipato centinaia di ricercatori provenienti da numerosi istituti in tutto il mondo, anche in Svizzera.
È stata studiata l’influenza dell’alimentazione sulle cosiddette cardiopatie ischemiche. Tra queste rientrano le patologie in cui il muscolo cardiaco non riceve più un apporto sufficiente di sangue e ossigeno a causa del restringimento o dell’ostruzione dei vasi coronarici. Si tratta di una delle cause di morte più frequenti a livello mondiale.
Quasi 100 milioni di anni di vita persi
L’alimentazione rappresenta uno dei principali fattori di rischio su cui è possibile intervenire. Tuttavia, finora sono state condotte solo poche ricerche approfondite sul contributo che singoli elementi del cibo apportano alla frequenza delle cardiopatie ischemiche.
Secondo lo studio, nel 2023 un’alimentazione non ottimale ha potuto essere associata a 4,06 milioni di decessi in tutto il mondo causati da queste malattie. La ricerca indica pure che 96,84 milioni di anni di vita in buona salute sarebbero andati persi non solo a causa di morte prematura, ma anche di malattie e limitazioni.
Sempre per il 2023, nella Confederazione i ricercatori hanno attribuito all’alimentazione scorretta circa 4200 decessi e 65’700 anni di vita in buona salute compromessi. Le morti corrispondono a 18,6 persone ogni 100’000 abitanti. La media globale, con 45 decessi ogni 100’000 abitanti, è più che doppia. Si tratta di dati standardizzati per età, ossia adeguati come se tutti i paesi avessero la stessa struttura demografica.
Numeri in calo
Nonostante elevati dati assoluti, gli autori sottolineano anche una tendenza al calo nel lungo periodo: a livello mondiale, il tasso di mortalità per malattie cardiache legate all’alimentazione, al netto dell’effetto dell’età, sarebbe diminuito di circa il 44% negli ultimi decenni.
L’andamento è stato tuttavia molto diverso a livello regionale. I cali più significativi dal 1990 sono stati registrati dall’Australia, con una flessione del 77%, dall’Europa occidentale, con il 70% (-72% in Svizzera), e dalle regioni a reddito elevato del Nord America, con il 64%.
Al contrario, nello stesso periodo i decessi nell’Africa subsahariana centrale sono aumentati di circa il 21%. Le ragioni di questi andamenti divergenti sono molteplici.
Nei paesi industrializzati, il consumo eccessivo di carne lavorata e bevande zuccherate è spesso responsabile di molti decessi. Nei paesi in via di sviluppo, invece, le cause sono spesso la malnutrizione e l’accesso limitato ad alimenti salutari come prodotti con cereali integrali, frutta e verdura.
Gli autori dello studio sollecitano l’adozione di misure mirate volte sia a promuovere il consumo di alimenti sani sia a ridurre quello di prodotti nocivi.