Maghreb, nessun aiuto al ritorno per i richiedenti asilo
Niente più soldi per il viaggio di ritorno: Berna ha soppresso l'aiuto al rimpatrio per i richiedenti asilo provenienti dal Maghreb che sono già registrati in un altro Stato di Dublino.
(Keystone-ATS) L’obiettivo? Impedire che le domande di protezione vengano presentate solo per ottenere questo aiuto finanziario di mille franchi.
L’aiuto al ritorno dovrebbe servire, in realtà, a promuovere il rimpatrio dei richiedenti asilo e a facilitarne il reinserimento nel paese d’origine. Tuttavia, l’importo previsto per persona adulta potrebbe aver provocato un effetto calamita indesiderato, ha dichiarato a Keystone-ATS il portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), Reto Kormann, confermando un articolo del Blick.
Da maggio 2025, la SEM ha quindi sospeso i pagamenti. Ciò riguarda tuttavia solo i cosiddetti casi di Dublino. Si tratta di persone che hanno già presentato una domanda di asilo in un altro paese europeo. La maggior parte dei richiedenti asilo provenienti dal Maghreb rientra in questa categoria.
Un’ulteriore eccezione riguarda i casi Dublino con destinazione Italia, poiché le autorità di Roma rifiutano da alcuni anni la riammissione di queste persone.
I cittadini dei Paesi del Maghreb – ossia Tunisia, Algeria e Marocco – hanno un tasso di riconoscimento molto basso e pochissime possibilità di rimanere nella Confederazione. Tuttavia, anche con la nuova normativa, i richiedenti asilo che in precedenza non hanno presentato altre domande negli Stati Dublino continuano a ricevere l’indennità di ritorno. Essi sono soggetti alla cosiddetta procedura nazionale.