Madagascar, test della verità per candidati a nomine nuovo governo
Il Madagascar sottoporrà i candidati al nuovo governo a test con la macchina della verità prima di finalizzare le nomine.
(Keystone-ATS) Lo ha annunciato oggi il presidente ad interim Michael Randrianirina, che dieci giorni fa aveva destituito senza spiegazioni il precedente primo ministro e l’intero esecutivo.
“Abbiamo deciso di utilizzare il poligrafo”, ha detto il 52enne leader ai media locali, spiegando che sarà impiegato per verificare l’integrità dei profili. “Sapremo chi è corrotto e chi può essere utile al Paese e chi tradirà la lotta dei giovani”, ha aggiunto.
Le proteste dei giovani, esplose lo scorso settembre a causa delle ricorrenti interruzioni di acqua ed elettricità, erano sfociate in un più ampio movimento antigovernativo, conclusosi con la fuga dall’isola dell’ex presidente Andry Rajoelina. Randrianirina, il cui reparto militare si era schierato con i manifestanti, è stato nominato presidente ad interim a ottobre e ha promesso nuove elezioni entro la fine del 2027.
“Qualcuno di pulito almeno oltre il 60%”
Il primo governo post rivolta aveva incluso figure della vecchia élite politica malgascia, ignorando le richieste dei giovani per un ricambio radicale. Ora il presidente, insieme al nuovo primo ministro Mamitiana Rajaonarison – ex responsabile dell’unità antiriciclaggio, in carica dal 15 marzo – intervisterà solo i candidati che supereranno il test del poligrafo.
“Non pensiamo a qualcuno che sia pulito al 100%, ma almeno oltre il 60%”, ha detto Randrianirina. “Solo così il Madagascar potrà finalmente crescere.” Il Paese dell’Oceano Indiano, al largo del Mozambico, resta tra i più poveri al mondo nonostante abbondanti risorse naturali e un’elevata biodiversità.