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Macron-Scholz, l’Ue a un punto di svolta, serve rilancio

Keystone-SDA

(Keystone-ATS) In un editoriale sul “Financial Times”, il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz chiedono “un rinnovato impulso alla competitività per il prossimo mandato dell’Ue”.

“Guardando alle sfide degli ultimi cinque anni – che si tratti della pandemia, della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina o dei crescenti cambiamenti geopolitici – è chiaro che l’Europa è a un punto di svolta (Zeitenwende). Non possiamo dare per scontate le basi su cui abbiamo costruito il nostro stile di vita europeo e il nostro ruolo nel mondo”, scrivono i leader di Francia e Germania, sostenendo che “la nostra Europa è mortale e dobbiamo essere all’altezza della sfida”.

Rafforzare la competitività globale e migliorare la resilienza, rendendo al contempo un successo il Green Deal e la transizione digitale, è “il cuore della risposta” alle sfide cui è confrontata l’Ue, osservano Macron e Scholz, che oggi presiedono a Meseberg, a nord di Berlino, il Consiglio dei ministri franco-tedesco.

La ricetta per il rilancio della competitività nell’Ue, secondo Parigi e Berlino, passa da “più innovazione, più mercato unico, più investimenti, più parità di condizioni e meno burocrazia”. In particolare, i due leader evidenziano la necessità di “rafforzare le capacità tecnologiche dell’Ue” in particolare l’intelligenza artificiale, di promuovere “un’ambiziosa agenda di riduzione della burocrazia”, di sostenere “una politica commerciale europea ambiziosa, solida, aperta e sostenibile, che consenta accordi commerciali equi e promuova gli interessi dell’Ue”.

“Decarbonizzeremo completamente i nostri sistemi energetici – scrivono – e lo faremo in un mercato pienamente integrato e interconnesso, rispettando le scelte nazionali sul rispettivo mix energetico”.

Imperativo, per Parigi e Berlino, anche “sbloccare il pieno potenziale dei nostri mercati dei capitali” oltre che “rendere il bilancio dell’Ue adatto al futuro e dare ulteriore priorità agli investimenti nella spesa di trasformazione e nei beni pubblici europei, lavorando al contempo all’introduzione di nuove “risorse proprie” come concordato nel 2020″.

“Insieme – concludono – chiediamo di mettere questa agenda al centro del prossimo mandato. L’Ue è il nostro futuro comune”.

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