Lunghe code al San Gottardo, raggiunti i 21 km
Anche quest'anno il lungo week-end di Pentecoste è stato accompagnato dalle tradizionali code al San Gottardo. Poco dopo le 10.00 di stamane i veicoli incolonnati davanti al portale nord della galleria hanno raggiunto i 21 chilometri, secondo il sito del TCS.
(Keystone-ATS) In quel momento viaggiatori diretti verso sud hanno dovuto prevedere tre ore e venti minuti di tempo di percorrenza in più. Dal primo pomeriggio il tempo d’attesa al portale nord è leggermente diminuito. In compenso, la situazione sulla via alternativa dell’A13 attraverso il tunnel del San Bernardino si è temporaneamente aggravata: alle 14.30 la colonna di auto avanzava a rilento per 20 chilometri nella valle del Reno grigionese, soprannominata popolarmente “Staubünden”.
Il TCS ha raccomandato di evitare le colonne passando per la A9 del Sempione o utilizzando il servizio di trasporti di autoveicoli del Lötschberg.
Più del doppio dell’Ascensione
Poco prima delle 18.00 il tempo d’attesa davanti al portale nord del Gottardo era ancora di circa 2 ore e 10 minuti, mentre davanti al San Bernardino la colonna si era finalmente dissolta.
Con un picco di 21 km al San Gottardo alla fine la coda è risultata più che doppia rispetto a quella del precedente fine settimana dell’Ascensione, che era però stato rovinato dal maltempo.
Il record storico di coda è di 28 chilometri negli anni 2018 e 1999 -anche allora a Pentecoste. Secondo il TCS, il viaggio di ritorno del lunedì di Pentecoste dovrebbe svolgersi in modo più tranquillo.
Molta affluenza anche all’aeroporto
Anche all’Euroairport di Basilea-Mulhouse oggi si è registrata molta affluenza, anche se non così intensa come l’anno scorso. Nel 2025 durante il fine settimana di Pentecoste erano stati conteggiati circa 127’800 passeggeri. La stima per il fine settimana festivo di quest’anno era di circa 122’000 passeggeri, ha precisato oggi un portavoce dell’aeroporto all’agenzia Keystone-ATS. Tra i viaggiatori erano particolarmente apprezzate le destinazioni nel Mediterraneo e le metropoli europee.
Secondo il portavoce, il numero più basso è da ricondurre al fatto che il normale traffico aereo, dopo la chiusura di una pista, è ripreso solo gradualmente.