Losanna: al via bonifica dei terreni con diossina da inceneritore
A Losanna prende il via la bonifica dei terreni inquinati dalla diossina dell'inceneritore di Vallon, chiuso nel 2005. Nel primo semestre 2026 saranno bonificati 15 siti prioritari, principalmente luoghi frequentati dai bambini (scuole, asili nido, parchi giochi).
(Keystone-ATS) Il suolo sarà analizzato e la terra inquinata sarà rimossa, smaltita in discarica e sostituita con terra pulita, hanno annunciato oggi la municipale di Losanna Natacha Litzistorf (Verdi), responsabile del dicastero alloggio, ambiente e architettura, e il consigliere di Stato Vassilis Venizelos (Verdi, capo del Dipartimento gioventù, ambiente e sicurezza) a nome del Canton Vaud.
In questa prima fase, che dovrebbe durare quattro anni, saranno analizzati 1600 appezzamenti, in particolare su un “perimetro pilota” rappresentativo dei diversi livelli di inquinamento. Obiettivo: affinare la strategia per i futuri lavori di bonifica.
Per questi interventi, la città ha stanziato 5,2 milioni di franchi destinati alla bonifica dei siti prioritari, mentre il Cantone mette a disposizione 3,5 milioni per le varie indagini.
Controlli in tutta la Svizzera
L’inquinamento da diossine, di portata senza precedenti in Svizzera, è stato scoperto nel 2021. A causarlo è stato l’ex impianto di incenerimento dei rifiuti situato nel quartiere di Vallon, che era situato nel cuore del capoluogo ed è rimasto in funzione fino al 2005, per poi essere smantellato.
La vicenda aveva portato le autorità ad effettuare controlli nei pressi di tutti i vecchi inceneritori della Svizzera. Nel 2024, il Consiglio federale ha presentato un rapporto che è arrivato alla conclusione che in base alle analisi effettuate dai cantoni i livelli di inquinamento misurati nei pressi dell’inceneritore losannese rappresentano un caso isolato.
A Losanna, l’inquinamento da diossina aveva spinto la città a chiudere o a ricoprire con trucioli di legno alcuni spazi riservati ai bambini. È stato pure limitato il consumo di cucurbitacee e di uova di galline in determinati perimetri. Le analisi hanno invece escluso che anche l’acqua fosse contaminata. Le diossine sono infatti stabili nel suolo e poco solubili in acqua. Si concentrano quindi negli strati superiori del terreno e non evaporano.