La Russia al voto sotto i raid, oltre 600 droni intercettati
Le elezioni in Russia per il rinnovo della Duma non fermano i bombardamenti.
(Keystone-ATS) Il ministero della Difesa ha fatto sapere che nelle ore immediatamente precedenti alla prima delle tre giornate di voto, l’antiaerea ha abbattuto 629 droni ucraini lanciati su 14 regioni dell’immenso Paese, tra cui Mosca, sulla Crimea occupata e sulle acque del Mar Nero e del Mar d’Azov. Secondo le autorità locali, un civile è rimasto ucciso e tre feriti nella regione frontaliera di Kursk e un altro ha perso la vita nella parte della regione ucraina di Zaporizhzhia controllata dai russi.
È questa la prima volta che le elezioni legislative si svolgono anche nelle quattro regioni ucraine parzialmente occupate dai russi e annesse alla Federazione con referendum nel 2022. Una di queste è proprio Zaporizhzhia, dove giovedì le autorità avevano segnalato l’uccisione in un raid di una donna presidente di un seggio elettorale. Un episodio condannato dal ministero degli Esteri di Mosca, secondo il quale questo tipo di attacchi sono “un tentativo coordinato del regime di Zelensky e dei suoi sponsor occidentali di intimidire i civili e impedire il voto” in questi territori.
Le elezioni non fermano nemmeno gli attacchi russi. Due persone sono rimaste uccise e altre due ferite a seguito di un bombardamento su una zona industriale nel distretto di Korosten, nella regione ucraina di Zhytomyr, secondo quanto riferito dal governatore. Media locali riferiscono inoltre che nella regione di Kharkiv in un attacco è stato colpito un treno pendolari, con due passeggeri che sono rimasti gravemente feriti durante l’evacuazione. Mentre il ministero della Difesa russo ha riferito che nuovi attacchi con droni sono stati effettuati nella notte tra giovedì e venerdì su navi e strutture portuali logistiche nella regione ucraina di Odessa.
Le operazioni di voto della prima giornata sembrano essersi comunque svolte regolarmente in gran parte della Russia, se si fa eccezione per una sospensione di circa un’ora e mezza a Sochi, sul Mar Nero, dovuta a un attacco di droni che ha costretto i membri delle commissioni elettorali, gli osservatori e gli elettori a correre nei rifugi.
Proprio oggi il ministero degli Esteri russo ha convocato l’incaricato d’affari britannico “per presentare una ferma protesta contro la continua escalation di forniture di droni e altre armi da parte di Londra al regime di Kiev” e per avvertire che la Russia “si riserva il diritto di intraprendere le necessarie azioni di rappresaglia nell’ambito del proprio diritto all’autodifesa”. Mosca ha “confermato che qualsiasi installazione militare britannica in Ucraina utilizzata per attacchi sul territorio russo costituisce un obiettivo legittimo”, e ha avvertito che “la piena responsabilità di qualsiasi ulteriore sviluppo negativo della situazione ricade su Londra”.
Nella prima giornata elettorale, il presidente Vladimir Putin ha votato online. Mentre si è recato al seggio l’ex presidente Dmitry Medvedev, attualmente vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale. “Chiunque prenda parte al voto – ha affermato – contribuisce a rendere più vicina la vittoria sul nemico”.