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La Mobiliare: “Dobbiamo rivedere i nostri modelli di rischio”

Keystone-SDA

La grandinata che il 28 agosto scorso ha flagellato vaste zone del nord della Alpi ha superato lo scenario peggiore previsto da La Mobiliare, provocando danni per oltre un miliardo di franchi in Svizzera.

(Keystone-ATS) Per gli assicuratori, il cambiamento climatico impone una revisione dei modelli di rischio e un adeguamento dei premi. “Quando il rischio aumenta in modo duraturo, i premi e le condizioni devono essere adattati”, argomenta Michèle Rodoni, CEO della compagnia assicurativa, in un’intervista pubblicata oggi da L’Agefi.

Secondo assicuratore danni del paese dopo Axa, La Mobiliare ha registrato circa 31’000 sinistri legati alla grandinata, per un costo complessivo superiore a 200 milioni di franchi. “La stragrande maggioranza riguarda le automobili: il resto comprende in particolare i mobili da giardino, coperti dall’assicurazione mobilia domestica”, spiega la dirigente nata a Ginevra, ma con radici ticinesi.

In generale la crescita dei costi è dovuta a tre fattori che si sommano: frequenza degli eventi, loro gravità e aumento del valore dei beni esposti. Dopo un decennio relativamente tranquillo, tra il 2010 e il 2020, negli ultimi cinque anni i danni naturali hanno superato sistematicamente i 200 milioni di franchi complessivi. Per l’impresa una cifra pari a circa la metà rappresenta il livello atteso in un anno normale.

A pesare sono anche gli oneri delle riparazioni. Dal 2021 in Svizzera i prezzi dei ricambi automobilistici sono aumentati di oltre il 19%. I veicoli sempre più tecnologici richiedono interventi più onerosi, così come la sostituzione dei pannelli solari danneggiati dalla grandine costa più della riparazione di un tetto tradizionale.

L’impatto sui premi varia a seconda del ramo assicurativo. Per gli edifici e la mobilia domestica, gli assicuratori privati partecipano al pool svizzero per i danni della natura e le tariffe sono fissate dalla Finma, l’autorità di vigilanza dei mercati finanziari, che considera in linea generale i vent’anni precedenti. Gli adeguamenti richiedono quindi tempo. Per le automobili, invece, ogni compagnia stabilisce autonomamente i propri premi in funzione dei costi. “Quando constatiamo un aumento duraturo procediamo abbastanza rapidamente agli adattamenti, senza aspettare diversi anni”, precisa la dirigente.

La prima risposta resta tuttavia la prevenzione. La presenza di un garage, per esempio, può ovviamente fare una differenza considerevole in caso di grandine. La compagnia combina poi diversi strumenti, tra cui premi e franchigie. Per gli assicurati automobilistici, la politica aziendale prevede di mantenere il prezzo stabilito all’inizio del contratto per tutta la sua durata, modificandolo soltanto al rinnovo o in caso di cambio del veicolo.

Rodoni guarda con fiducia anche al contributo della tecnologia. Da oltre dieci anni La Mobiliare finanzia un laboratorio di ricerca sui rischi naturali dell’università di Berna, dove vengono sviluppati modelli per prevedere con maggiore precisione gli eventi estremi. “Abbiamo utilizzato, in particolare, modelli di intelligenza artificiale per prevedere più precisamente dove potrebbe verificarsi un episodio di grandine”. Questi lavori sono stati integrati quest’anno da MeteoSvizzera, cosa che ha permesso di migliorare gli strumenti di allerta.

Previsioni più precise possono aumentare la fiducia dei cittadini e incoraggiare comportamenti protettivi, riducendo i sinistri e contribuendo a mantenere i premi il più bassi possibile. Il cambiamento climatico, però, obbliga anche gli assicuratori a riconsiderare le proprie valutazioni. “L’episodio di grandine del 28 agosto ha superato, per entità, il nostro scenario più sfavorevole. Siamo stati sorpresi dall’ampiezza dei danni e dalle dimensioni dei chicchi di grandine”, ammette la 57enne. “Questo significa che dobbiamo rivedere i nostri modelli per tenere conto dell’evoluzione del clima”.

Tra i rischi più rilevanti, l’acqua occupa una posizione centrale. “Costituisce il rischio principale”, afferma la manager. La prevenzione passa anche dagli investimenti nelle infrastrutture: da oltre vent’anni la compagnia sostiene la realizzazione di opere di protezione. Nel comune bernese di Oberburg, per esempio, ha contribuito con 600’000 franchi a un progetto da circa 15 milioni per proteggere il territorio dall’acqua. L’intervento ha permesso di evitare almeno 30 milioni di franchi di danni durante un singolo evento nel luglio 2021.

Un’altra priorità è trasformare le città per renderle più capaci di assorbire le precipitazioni. “Piantare alberi permette all’acqua di infiltrarsi durante le forti piogge: è il principio delle città spugna”, spiega Rodoni. La Mobiliare sostiene attualmente oltre venti progetti di questo tipo. Il rendimento degli interventi, secondo la compagnia, è significativo. “Per ogni franco investito, stimiamo un ritorno di almeno 5-7 franchi”, afferma la CEO, precisando che il beneficio riguarda l’intera Svizzera e non soltanto l’assicuratore. Il sostegno si concentra soprattutto sui progetti comunali, come il riassetto di intere strade con nuove alberature, ma comincia a estendersi, seppure in misura ancora limitata, anche ai privati.

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