La missione spaziale “Smile” ai blocchi di partenza
La missione spaziale "Smile" è a pochi giorni dal lancio. Martedì alle 05:52 (ora svizzera), il satellite "Smile" verrà lanciato nello spazio con il compito di studiare le tempeste e i venti solari. A bordo è presente tecnologia svizzera.
(Keystone-ATS) Per i ricercatori che partecipano alla missione, il decollo è un momento speciale. Meglio avere i nervi saldi. “Al momento del decollo, preferisco andare in cantina ad aspettare che tutto sia finito”, ha sottolineato André Csillaghy della Scuola universitaria professionale della Svizzera nord-occidentale (FHNW), intervistato da Keystone-ATS.
Sotto la sua guida, un consorzio svizzero ha sviluppato software per la missione e componenti essenziali per il corretto funzionamento del telescopio. “Il lancio è un momento grandioso, ma si pensa soprattutto a quell’attrezzatura delicata che abbiamo realizzato e che si trova nel razzo mentre tutto vibra”, osserva lo scienziato.
Per otto anni, Csillaghy e il suo team della FHNW, i colleghi dell’Università di Scienze Applicate di Zurigo (ZHAW) e i dipendenti delle aziende svizzere KOEGL Space e Space Acoustics hanno collaborato e lavorato nell’ambito di questa missione spaziale.
Il decollo era previsto lo scorso 9 aprile. Ma alla fine è stato rinviato per motivi tecnici.
Progetto sino-europeo
“Smile”, acronimo di “Solar wind Magnetosphere Ionosphere Link Explorer”, è un progetto sviluppato congiuntamente dall’Agenzia spaziale europea e dall’Accademia cinese delle scienze. Il suo obiettivo è comprendere meglio i fenomeni meteorologici spaziali e, forse, anticiparli.
La meteorologia spaziale è determinata dai venti e dalle tempeste solari durante i quali particelle cariche vengono proiettate dal Sole. La loro velocità può arrivare ai 2 milioni di km/h. Quando raggiungono la Terra, vengono deviate dalla magnetosfera, uno scudo protettivo che circonda il pianeta.
Se le particelle incontrano il campo magnetico terrestre, non provocano solo aurore boreali. Possono anche danneggiare i satelliti, disturbare i sistemi di navigazione e avere persino effetti sulla rete elettrica. Sono questi i fenomeni che “Smile” intende misurare.
Quattro strumenti
Per portare a termine la sua missione, il satellite è dotato di quattro strumenti scientifici. Dispone di un sensore a raggi X, di un sensore ultravioletto, di un analizzatore di ioni leggeri e di un magnetometro. La telecamera a raggi X dovrebbe riuscire per la prima volta a visualizzare il campo magnetico invisibile della Terra.
La Svizzera ha fornito un contributo decisivo a questo strumento. La FHNW ha infatti sviluppato, testato e perfezionato a Windisch (AG) il sistema di raffreddamento del telescopio. Anche i software che faranno funzionare le apparecchiature sono stati sviluppati in Svizzera, così come gli algoritmi per migliorare la qualità delle immagini.