La borsa della realtà: si scommette su guerre e su ritorno Cristo
Cessate il fuoco tra Russia e Ucraina? Attacco israeliano all'Iran? Annessione statunitense della Groenlandia? Non sono titoli di notizie di agenzia, ma scommesse attive su Polymarket, il leader mondiale dei "mercati della predizione".
(Keystone-ATS) Queste piattaforme, a metà strada tra la borsa e le scommesse sportive, consentono di puntare denaro su eventi geopolitici, politici e sociali, registrando una crescita esponenziale in un contesto normativo sempre più permissivo, specialmente negli Stati Uniti, riferisce oggi La Liberté.
Il meccanismo è semplice: gli utenti comprano quote (“azioni”) su un esito specifico (ad esempio: “sì, avverrà”). Se l’evento si realizza, la quota si converte in un dollaro, generando un profitto proporzionale alla probabilità iniziale. Ad esempio, una quota acquistata a 21 centesimi per l’annessione della Groenlandia (valutata al 21%) frutterebbe quasi cinque volte la posta se l’evento accadesse. L’offerta spazia dal serio al surreale, includendo mercati sul “ritorno di Gesù Cristo sulla Terra entro il 2026”, attualmente valutato al 3%.
Oltre la bizzarria, queste piattaforme si propongono come potenti aggregatori di informazione. Poiché le probabilità fluttuano in tempo reale basandosi sulle scommesse degli utenti, si crea un meccanismo di “saggezza della folla” dove è difficile mentire quando sono in gioco soldi veri. Uno studio citato dall’articolo del quotidiano friburghese indica che Polymarket raggiunge una precisione predittiva del 90% a un mese dall’evento e del 94% a poche ore, superando spesso l’affidabilità dei sondaggi tradizionali.
La storia di Xavier (nome fittizio), un matematico francese di 37 anni tra i primi utenti, esemplifica l’attrattiva del sito. “All’inizio scommettevo sulle elezioni americane, dove vedevo discrepanze rispetto ai sondaggi: ora è diventata una professione”, racconta alla testata romanda. La sua strategia si basa sull’analisi di dati pubblici e sull’uso di modelli in fogli Excel: è diventato esperto di sistemi elettorali o del mercato dell’arte, grazie alle ricerche necessarie per scommettere.
Secondo La Liberté il boom nasconde però ombre. Il caso più eclatante riguarda la cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro all’inizio di gennaio. Poco prima dell’operazione un utente appena registrato ha scommesso oltre 32’000 dollari sull’evento, allora valutato solo al 6,5%, incassando infine 436’000 dollari. La natura circostanziale della scommessa ha scatenato accuse di insider trading, portando la polemica fino al Congresso Usa, dove un deputato democratico ha chiesto di vietare le scommesse ai dipendenti governativi con informazioni privilegiate.
Altre critiche riguardano la potenziale manipolazione dei mercati e l’ambiguità nella risoluzione delle scommesse su eventi complessi. Si pensi alla domanda: “Gli Usa invaderanno il Venezuela?”. La mancanza di una formale dichiarazione di guerra ha creato un contenzioso tra chi ha scommesso sul sì e l’arbitro del mercato, evidenziando come la verità diventi negoziabile quando la realtà è politica.
L’accesso a Polymarket è vietato dalla Svizzera (e da altri 22 paesi), poiché la piattaforma non è conforme alla legge elvetica sul gioco d’azzardo. L’ascesa al potere di Trump, che ha pubblicamente citato Polymarket come prova del suo favore nella campagna elettorale, ha però rafforzato il settore negli Stati Uniti, lasciando l’Europa a confrontarsi con un fenomeno globale in rapida ascesa e dai contorni giuridici ed etici ancora molto sfumati. Il dibattito è aperto: si tratta di uno strumento di previsione innovativo o una pericolosa deriva della speculazione sulla realtà?