La televisione svizzera per l’Italia

Keller-Sutter: poco probabile trasferimento di UBS all’estero

Keystone-SDA

Un trasferimento all'estero della sede di UBS a causa delle previste regole più severe sul capitale proprio appare poco probabile: lo sostiene la consigliera federale Karin Keller-Sutter.

(Keystone-ATS) “Abbiamo concesso a UBS notevoli agevolazioni nell’ambito dell’ordinanza sui fondi propri”, afferma la ministra delle finanze in un’intervista pubblicata oggi dall’Aargauer Zeitung. “Il Consiglio federale ha inoltre rinunciato a ulteriori inasprimenti generali dei coefficienti patrimoniali, raccomandati dagli esperti dopo la crisi di Credit Suisse. Malgrado ciò UBS ha definito ‘estreme’ tutte le nostre proposte. Ha puntato tutto su una strategia aggressiva, probabilmente partendo dal presupposto che in parlamento avrebbe comunque avuto la meglio: dopotutto, in passato era sempre andata così”.

Questa volta invece l’orientamento dei parlamentari è stato differente, almeno al Consiglio degli Stati. “UBS non deve certo lasciare la Svizzera per questo motivo. Molti analisti ed esperti concordano sul fatto che i requisiti siano ragionevoli e facilmente gestibili per l’istituto. Lasciare la Confederazione sarebbe molto più costoso e giuridicamente molto complesso. Inoltre UBS non sarebbe più una banca elvetica: ma il suo modello di affari si basa sulla Svizzera, sulla ‘swissness’, sul nostro Stato di diritto e sulla nostra stabilità politica. Quando si sente parlare delle banche private e degli afflussi di capitale che hanno registrato nel corso del conflitto in Medio Oriente, ciò dimostra chiaramente la fiducia riposta nella Svizzera come sede operativa”.

Dopo la recente decisione del Consiglio degli Stati, Keller-Sutter non ha chiamato il CEO di UBS Sergio Ermotti, né questi si è fatto sentire. “Non è nemmeno necessario”, dice la 62enne. In novembre incontrerà il presidente del consiglio di amministrazione di UBS, Colm Kelleher, nell’ambito di uno scambio regolare di opinioni con i rappresentanti della piazza finanziaria. “Ma ora non è il momento di negoziare: Il dossier è all’esame del parlamento”, puntualizza.

Nuove speculazioni su un possibile trasferimento di UBS dalla Svizzera – eventualmente con una fusione: si è parlato per esempio di nozze con il colosso americano Morgan Stanley – hanno fatto salire ieri l’azione del 3,5% alla borsa svizzera. Già in precedenza c’erano state voci ricorrenti su un possibile spostamento della sede negli Stati Uniti e la stessa UBS non ha mai escluso completamente questa eventualità.

A metà settembre, all’incontro annuale a San Gallo dell’Associazione svizzera dei banchieri, Kelleher aveva detto che l’obiettivo principale è restare nella Confederazione. “Se però dovessimo trovarci in una situazione in cui non siamo più competitivi, dovremmo naturalmente riflettere sul tema”, aveva chiosato il manager anglo-irlandese che in passato è stato CEO proprio di Morgan Stanley.

Articoli più popolari

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR